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	<title>La tela del ragno Calatrava</title>
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		<title>Se vuoi scrivere devi essere Kayser Söze</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 07:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei corsi di scrittura creativa (che peraltro non ho mai frequentato, ma questo non è certo un giudizio) alla prima lezione dovrebbe essere obbligatorio proiettare ai corsisti il film &#8220;I soliti sospetti&#8220;. Nella scena finale Kevin Spacey si rivela per quel che è, ovvero Kayser Söze, ma per il poliziotto è troppo tardi, ormai se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a rel="attachment wp-att-2640" href="http://www.fabrizioaltieri.it/wordpress/?attachment_id=2640"><img class="alignleft size-full wp-image-2640" title="usual_suspects_keyser_soze_small1" src="http://www.fabrizioaltieri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/usual_suspects_keyser_soze_small1.jpg" alt="" width="235" height="240" /></a>Nei corsi di scrittura creativa (che peraltro non ho mai frequentato, ma questo non è certo un giudizio) alla prima lezione dovrebbe essere obbligatorio proiettare ai corsisti il film &#8220;<a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=23262" target="_blank">I soliti sospetti</a>&#8220;.</p>
<p>Nella scena finale <a href="http://www.mymovies.it/biografia/?a=7687" target="_blank">Kevin Spacey</a> si rivela per quel che è, ovvero Kayser Söze, ma per il poliziotto è troppo tardi, ormai se l&#8217;è fatto scappare.</p>
<p>Il poliziotto se ne accorge perché guardando nel suo ufficio ritrova tutti i nomi, i fatti e le circostanze che per tutto il film Kevin Spacey gli ha raccontato. Spacey aveva inventato tutta la storia complicata partendo da quello che aveva intorno in quel piccolo ufficio del poliziotto.</p>
<p>E tutto era credibile, tanto che il poliziotto aveva creduto a quel mondo inventato e l&#8217;aveva liberato convinto che fosse solo una comparsa in quella storia di delitti e che i protagonisti fossero altri. Invece il protagonista era proprio lui.</p>
<p>Chi scrive deve fare esattamente come Kayser Söze: prendere spunto dalla realtà che ha intorno, dai propri ricordi e creare una storia credibile.</p>
<p>Caro lettore, il poliziotto sei tu e se riusciamo a farti credere alla storia abbiamo fatto un buon lavoro. Ah, ovviamente il protagonista, anche se non lo crederesti mai, è sempre lo scrittore.</p>
<p><object width="420" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gBxvnr8FBB4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/v/gBxvnr8FBB4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>La malinconia</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 12:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Desiderio di felicità]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[Niente dà più malinconia di una classe vuota di sera. Come fanno le donne che puliscono a non piangere? E infatti piangono. Però in classe sono sole, mentre piangono e puliscono. Ognuna pulisce un&#8217;aula. Poi, quando hanno finito, prima di uscire, si asciugano le guance ed escono come se niente fosse. Così nessuna si accorge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a rel="attachment wp-att-2458" href="http://www.fabrizioaltieri.it/wordpress/?attachment_id=2458"><img class="alignleft size-medium wp-image-2458" title="aula" src="http://www.fabrizioaltieri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/aula-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Niente dà più malinconia di una classe vuota di sera. Come fanno le donne che puliscono a non piangere?</p>
<p>E infatti piangono.</p>
<p>Però in classe sono sole, mentre piangono e puliscono. Ognuna pulisce un&#8217;aula. Poi, quando hanno finito, prima di uscire, si asciugano le guance ed escono come se niente fosse. Così nessuna si accorge che l&#8217;altra ha pianto di malinconia.</p>
<p>Fino alla sera dopo, quando ci sarà di nuovo da pulire e piangere.</p>
<p>E poi dicono che la malinconia non è un lavoro usurante.</p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>Non seguite le istruzioni del Meccano</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 08:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Desiderio di felicità]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando mi regalarono la prima scatola del Meccano non capii subito a cosa serviva. I giochi fino a quel momento mi erano arrivati già fatti, funzionanti. Ma quello no. Quella roba lì dovevo metterla insieme io, dovevo costruire io qualcosa. C&#8217;erano le istruzioni, nelle foto vedevi macchine incredibili, bellissime. Ma non ne feci mai neanche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a rel="attachment wp-att-2356" href="http://www.fabrizioaltieri.it/wordpress/?attachment_id=2356"><img class="alignleft size-medium wp-image-2356" title="Meccano" src="http://www.fabrizioaltieri.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Meccano-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>Quando mi regalarono la prima scatola del Meccano non capii subito a cosa serviva. I giochi fino a quel momento mi erano arrivati già fatti, funzionanti. Ma quello no.</p>
<p>Quella roba lì dovevo metterla insieme io, dovevo costruire io qualcosa.</p>
<p>C&#8217;erano le istruzioni, nelle foto vedevi macchine incredibili, bellissime. Ma non ne feci mai neanche una seguendo le istruzioni. Non mi riusciva. Anche se ci provavo, provavo a seguirle alla lettera, a un certo punto la cosa che stavo costruendo degenerava in qualcosa di completamente diverso. E inutile, all&#8217;apparenza. Così smisi di seguire le istruzioni: se dovevo costruire qualcosa di inutile tanto valeva che lo facessi inventandolo da me.</p>
<p>Iniziarono a venir fuori assurdi assemblaggi di motorini elettrici collegati a mani d&#8217;acciaio che si agitavano senza costrutto, aerei teorici con ali rotanti più simili a fruste per montare la panna, automobili a tre ruote con cui oggettivamente era impossibile giocare. Tutto di nessuna utilità.</p>
<p>Ma mi divertivo un sacco!</p>
<p>Mi sono ricordato del Meccano perché con le storie che scrivo è la stessa cosa. Parto per costruire qualcosa, un&#8217;ombra abbozzata che ho in testa, e alla fine viene fuori qualcosa di completamente diverso; senza mai seguire le istruzioni.</p>
<p>Però mi diverto un sacco!</p>
<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/a7s-jPpPosY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>Un pettirosso non fa differenza: il film</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 14:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cortometraggi]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco il cortometraggio basato sulla mia sceneggiatura &#8216;Un pettirosso non fa differenza&#8217; e premiato da Tuttodigitale Realizzato e diretto da Andrea Olindo Bizzarri, mi sembra ben riuscito. Ritengo che  Andrea abbia saputo trasformare sapientemente in immagini l&#8217;ironia e il significato di ciò che avevo scritto. Grazie &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ecco il cortometraggio basato sulla mia sceneggiatura &#8216;Un pettirosso non fa differenza&#8217; e premiato da Tuttodigitale</p>
<p>Realizzato e diretto da Andrea Olindo Bizzarri, mi sembra ben riuscito. Ritengo che  Andrea abbia saputo trasformare sapientemente in immagini l&#8217;ironia e il significato di ciò che avevo scritto.</p>
<p>Grazie</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=dTe6Fcbo2h0&amp;feature=colike"><img class="alignleft size-full wp-image-2327" title="un pettirosso non fa differenza" src="http://www.fabrizioaltieri.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/un-pettirosso-non-fa-differenza2.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>Un pettirosso non fa differenza</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 07:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cortometraggi]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia sceneggiatura per cortometraggio &#8216;Un pettirosso non fa differenza&#8216; è diventata film grazie al regista Andrea Olindo Bizzarri che ha vinto il primo premio del concorso indetto dalla rivista specializzata Tuttodigitale. E&#8217; una bella soddisfazione per uno che ha iniziato a scrivere sceneggiature a gennaio 2011. Se cliccate l&#8217;immagine vedrete il trailer del corto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a title="pettirosso" rel="attachment wp-att-2192" href="http://www.fabrizioaltieri.it/wordpress/?attachment_id=2192"></a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=QRO1uu6-Hpw"><img class="alignleft size-full wp-image-2192" title="Un pettirosso non fa differenza" src="http://www.fabrizioaltieri.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/pettirosso.jpg" alt="" width="160" height="120" /></a>La mia sceneggiatura per cortometraggio &#8216;<strong>Un pettirosso non fa differenza</strong>&#8216; è diventata film grazie al regista Andrea Olindo Bizzarri che ha vinto il primo premio del concorso indetto dalla rivista specializzata <a href="http://www.tuttodigitale.it/">Tuttodigitale</a>.</p>
<p>E&#8217; una bella soddisfazione per uno che ha iniziato a scrivere sceneggiature a gennaio 2011.</p>
<p>Se cliccate l&#8217;immagine vedrete il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=QRO1uu6-Hpw">trailer </a>del corto che l&#8217;8 settembre uscirà ufficialmente e verrà diffuso in tutta Italia tramite il circuito della <a href="http://www.fedic.it/">Federazione Italiana dei Cineclub.</a></p>
<p></p>]]></content:encoded>
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		<title>Le stelle, le lucciole e le gocciole</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 06:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabrizio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Desiderio di felicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Di notte, ci sono tre tipi di stelle. Le stelle propriamente dette, le lucciole e le gocciole d’acqua sulle foglie. Le stelle propriamente dette per osservarle si guarda in alto e quando ci appaiono di notte, magari d’estate in montagna senza luci attorno, sono così belle viste tutte insieme che si dimentica di quanto dovrebbero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a rel="attachment wp-att-2174" href="http://www.fabrizioaltieri.it/wordpress/?attachment_id=2174"><img class="alignleft size-medium wp-image-2174" title="SAMSUNG" src="http://www.fabrizioaltieri.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/2011-06-10-22.01.17-e1307945744251-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Di notte, ci sono tre tipi di stelle.</p>
<p>Le stelle propriamente dette, le lucciole e le gocciole d’acqua sulle foglie.</p>
<p>Le stelle propriamente dette per osservarle si guarda in alto e quando ci appaiono di notte, magari d’estate in montagna senza luci attorno, sono così belle viste tutte insieme che si dimentica di quanto dovrebbero spaventarci.</p>
<p>Le lucciole ci sono solo di maggio e sono stelle particolari perché si accendono e si spengono come un cuore che batte. Per osservarle si guarda in basso e il cielo stavolta è il terreno dove si muovono.</p>
<p>Le gocciole d’acqua sulle foglie non brillano se non le guardi in un certo modo. Se non le guardi in quel certo modo sembrano solo gocciole d’acqua sulle foglie, appunto. Ma quando stanno per cadere a terra e si sporgono dalla foglia, la luce delle stelle del cielo le illumina e le fa brillare.</p>
<p>Poi cadono a terra e bagnano le lucciole ed è così che i tre tipi di stelle diventano una cosa sola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p></p>]]></content:encoded>
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