Che dire? Il mio amico Andrea Cambi è un ottimo poeta e io non mi stancherò mai di dirlo finché qualcuno non capirà che occorre pubblicare le sue poesie, intelligenti, ironiche e originali.
Editori, SVEGLIA!
Ottima cosa l’indirizzo di posta sul libro, per mettere in contatto lettori e autori, però occhio a questi messaggi d’errore: “Failed; 5.4.3 (routing server failure)”
Ripiego postando i miei complimenti qui:
“Complimenti per Melerè la musica bambina, l’hanno regalato a mia figlia (7 anni) per Natale, le è piaciuto molto e io sono d’accordo con lei. La cosa più preziosa del libro è il senso di libertà che trasmette. La tua è una fantasia non addomesticata dai canoni editoriali. Continua così e grazie per le emozioni.”
Grazie per la segnalazione Mauro.
E grazie soprattutto per il tuo giudizio. Come sempre il lettore trova molto di più di quello che chi scrive pensa di averci messo.
Una bella storia!
L’altro giorno incontro il signor X mentre passeggio con il mio babbo. Conosco il sig. X più di quanto mi conosca lui perchè è il padre di un mio amico. Si parla del più e del meno financo del fatto che il sig. X è coetaneo del mio babbo … e parlando da “vecchi” cosa che mi riesce ahimé sempre bene tra un ricordo e l’altro nel mentre che gli dico che anch’io ricordo i pezzi di giornale infilati nel fil di ferro a mò di carta igienica mi spara: “ho un nipote che mi ha chiesto di raccontargli e scrivergli come si viveva quando io ero giovane…” . Mi balza il cuore in gola: questo desiderio di sentirsi attaccati alle origini (agli atavici come li chiamo io) non sono riuscito ad inculcarlo ai miei (nostri perché sono pure di Angela mia moglie) figli (Stefano 17 anni e Martina 15) : beh e la sorpresa? La sorpresa è che quel nipote circa 20 anni fa, quando era un frugolo nella culla ed io frequentavo casa dei suoi genitori, mi è passato qualche volta far le mani e … forse forse ….
Forse, con un pò di presuntuosità, mi piace sentirmi parte di quello che considero un “piccolo” miracolo di giorni d’oggi!
Antonello
Bella storia Antonello, mi sa che sei riuscito a trasmettere qualcosa a quel bambino, magari anche senza volerlo consciamente. E’ un po’ anche tuo figlio
“ FABRIZIO ALTIERI “ 1/05/2010
La notte inaspettatamente
traveste le inquietudini sentimentali
da ansie universitarie,
o almeno c’è una sovrapposizione
una mimesi che mischia sudori d’amore
a insonnie da studente:
“Sei architetto, no ?”
“Sì, sono anche abilitato,
ma non faccio il tecnico….”
“Un mio parente ha un problema
con un tetto…” ghigna il marito
di una mia vecchia fiamma.
E io che tento di cavarmela
col sigmazetaics uguale sigmaicszeta.
“non mi interessa del sigma…” replica lui.
Giunge in mio soccorso
l’immagine onirica di un tetto
pieno di neve, mi metto a parlare
di carichi ciclici o permanenti
(…)
“Se mi fai avere i grafici del tetto
li faccio controllare a un amico ingegnere,
penso di risolvere la questione”
Sollievo del sogno che svanisce
l’interrogazione.
L’interrogatorio.
Che dire? Il mio amico Andrea Cambi è un ottimo poeta e io non mi stancherò mai di dirlo finché qualcuno non capirà che occorre pubblicare le sue poesie, intelligenti, ironiche e originali.
Editori, SVEGLIA!
Grazie ! Troppo buono. ho trascritto, fra versi e ironia, un sogno che ho fatto veramente. maremma safari !!!!
Ottima cosa l’indirizzo di posta sul libro, per mettere in contatto lettori e autori, però occhio a questi messaggi d’errore: “Failed; 5.4.3 (routing server failure)”
Ripiego postando i miei complimenti qui:
“Complimenti per Melerè la musica bambina, l’hanno regalato a mia figlia (7 anni) per Natale, le è piaciuto molto e io sono d’accordo con lei. La cosa più preziosa del libro è il senso di libertà che trasmette. La tua è una fantasia non addomesticata dai canoni editoriali. Continua così e grazie per le emozioni.”
Grazie per la segnalazione Mauro.
E grazie soprattutto per il tuo giudizio. Come sempre il lettore trova molto di più di quello che chi scrive pensa di averci messo.
La befana mia ha portato carbone perché da un pò trascuro il tuo blog.
Auguroni.
Antonello da Imperia
Antonello, lo Scrittorone (befanone) ti perdona
Una bella storia!
L’altro giorno incontro il signor X mentre passeggio con il mio babbo. Conosco il sig. X più di quanto mi conosca lui perchè è il padre di un mio amico. Si parla del più e del meno financo del fatto che il sig. X è coetaneo del mio babbo … e parlando da “vecchi” cosa che mi riesce ahimé sempre bene tra un ricordo e l’altro nel mentre che gli dico che anch’io ricordo i pezzi di giornale infilati nel fil di ferro a mò di carta igienica mi spara: “ho un nipote che mi ha chiesto di raccontargli e scrivergli come si viveva quando io ero giovane…” . Mi balza il cuore in gola: questo desiderio di sentirsi attaccati alle origini (agli atavici come li chiamo io) non sono riuscito ad inculcarlo ai miei (nostri perché sono pure di Angela mia moglie) figli (Stefano 17 anni e Martina 15) : beh e la sorpresa? La sorpresa è che quel nipote circa 20 anni fa, quando era un frugolo nella culla ed io frequentavo casa dei suoi genitori, mi è passato qualche volta far le mani e … forse forse ….
Forse, con un pò di presuntuosità, mi piace sentirmi parte di quello che considero un “piccolo” miracolo di giorni d’oggi!
Antonello
Bella storia Antonello, mi sa che sei riuscito a trasmettere qualcosa a quel bambino, magari anche senza volerlo consciamente. E’ un po’ anche tuo figlio