Il bello è ovunque

Il bello è ovunque

illogica allegriaLa strada che faccio per andare a scuola è sempre la stessa. C’è l’Aurelia con le prostitute c’è la superstrada con la macchina dell’autovelox ferma nella piazzola, sempre la solita, ormai lo sanno anche i gabbiani. E c’è il solito gatto schiacciato, tutti i giorni diverso. E poi ci sono le Apuane. La neve ormai è quasi sciolta, ma d’inverno sono tutte bianche e quando le vedi capisci perché si chiamano alpi. Perché sono alpi vere e pericolose e insidiose come solo le alpi sono. E quando le vedo dopo le prostitute e l’autovelox e il gatto schiacciato sono contento.

Al ritorno guardo il film alla rovescia – apuane, gatto schiacciato, autovelox, prostitute – ma non sono meno felice. Il bello è ovunque. L’occhio dell’autovelox è dello stesso blu oltremare dell’Arno in certe sere d’estate, la prostituta ha gli occhi neri come la terra da cui proviene e perfino il gatto schiacciato ha una morbida coda bianchissima.

Il bello è ovunque, e mi afferra una illogica allegria.

5 commenti su “Il bello è ovunque”

  1. Bellissima canzone, non la conoscevo, grazie Fabrizio!

    Qualche anno fa abitavo ancora a Genova e facevo tutti i giorni Genova-Savona-Genova per lavoro in auto. Spesso non facevo l’autostrada e mi fermavo all’alba a vedere il sole sorgere dalla linea dell’orizzonte del mare di Celle Ligure… arrivavo in ufficio molto più sereno!

    Oggi abito a Savona e lavoro a Genova, quindi faccio il percorso al contrario, Savona-Genova-Savona e mi capita ancora di fermarmi a guardare il sole sorgere a Celle prima del lavoro.

    E’ una delle cose che mi rendono sereno, una di quelle cose che ti infondono una sensazione di tranquillità interiore, a prescindere da come sta girando il mondo.

    • Grazie Simone, capita anche a me quando vado a Pietrasanta in inverno e ho la prima ora. Vedo il sole che sorge e il cielo è rosa e tutto è… giusto, tutto torna, come nella canzone di Gaber.

  2. Conosco quella strada. L’ho fatta anch’io per tre lunghi anni. La mia proseguiva poi piu’ a nord, sempre piu’ polverosa, di bianco, di polvere di marmo. Allora guidavo, campagna pisana-citta’ per portare i bimbi a asilo/scuola, poi Pisa-Massa o Pisa-Carrara, a seconda dei giorni. Adesso sono a Londra, vivo a Fulham e lavoro a Ealing, quindi piedi-bus-metropolitana-piedi. Da pendolare sono diventato commuter. Il flusso dei pensieri continua. Il bello continua a fare capolino, a sorprendere. Caro Fabrizio, si continua a sognare anche adesso che gli anta faranno presto rima con 5! Il tempo del commuting e’ un tempo dell’anima, della riflessione, delle piccole nostalgie quotidiane per chi smania di stare con i figli e la moglie, ma poi anche smania di portare avanti il suo lavoro. Domenica Nicoletta ha trovato uno scrittore che vendeva i suoi libri e li firmava in un bookshop a Londra. Ha pensato a te, ha comprato il libro. Chissa’ com’e’, lo leggiamo poi ti facciamo sapere.

    • La smania di vedere i tuoi cari e di andare al tuo lavoro significa che sei felice. E anche lo scrittore che ha venduto il libro a Nicoletta lo è sicuramente. Grazie da parte di tutti e due.

  3. grazie per le tue parole,fabrizio a volte sono cosi’ stanca che perdo di vista il fatto che il bello è veramente ovunque,cerchero’ di ricordarmelo

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