I libri per bambini e l’ingiustizia

libri per bambiniA volte si pensa che sia facile scrivere libri per bambini ma non è così.  Ci riflettevo, qualche giorno fa, davanti a 140 ragazzini di quarta e quinta elementare durante la  splendida manifestazione letteraria Scrittorincittà, a Cuneo.

Occorre essere coerenti e razionali nella narrazione e se loro si accorgono che qualcosa non torna ti chiedono il perché. Te lo chiedono alla loro maniera, come per rimediare a una cosa ingiusta; perché un’incongruenza è assimilata a un’ingiustizia. Ed è vero.

Difficilmente le loro domande sono banali, specialmente quando hanno letto qualche mio libro spaziano dalle domande tecniche (perché sulla copertina c’è proprio quella scena?) a quelle sul comportamento e sulla psicologia dei personaggi (perché quel personaggio compie quel tipo di azioni?).

I miei libri

Per questo quando vado nelle scuole a incontrare i ragazzini sto molto attento alle loro osservazioni e mi sembra di dover passare un esame.

L’esame va sempre bene e finisce che mi soffocano per avere la firma dello scrittore sul quaderno o su un foglio o anche un pezzetto di carta strappato dal foglio del quaderno di matematica, di solito il più martoriato.

In casi estremi si ricorre al braccio o alla maglia e allora immagino le lotte delle madri per lavarle e la resistenza dei figli, spaventati dalla possibilità di perdere il prezioso autografo. Dopo la firma mi domando sempre chi vincerà e anche se qualche madre mi chiederà i danni per le magliette rovinate. Forse alcune mamme mi odieranno per aver rovinato qualche maglia, ma cosa potevo fare? Lo scrittore deve rispondere al suo pubblico e se il pubblico vuole la firma sulla felpa lui deve firmare la felpa.

Qualcuno mi fa firmare addirittura sulla copia del libro che la mamma gli ha comprato (meno male!).

Se vuoi sapere di più sui libri per bambini che ho pubblicato nel Battello a Vapore ed Einaudi Ragazzi clicca il pulsante sotto. Grazie!

Chi me lo fa fare?

letture scuola primariaLetture scuola primaria

Scrivere e pubblicare non coincidono. Si può scrivere molto e pubblicare poco o addirittura non pubblicare. Allora ti chiedi chi te lo fa fare. Ma anche quando pubblichi a volte ti fai la stessa domanda. Chi me lo fa fare?

Mi ha scritto una maestra pugliese che ha fatto leggere ai suoi alunni ‘C’è un ufo in giardino!‘ (Battello a Vapore). A un certo punto c’è una scena in cui Mery, la ragazzina protagonista che soffre di una grave forma di allergia, deve mettersi una tuta per uscire ma si vergogna. Alllora i suoi amici Francesco e Antonio, per convincerla, si mettono loro una tuta come la sua e la fanno uscire con loro.

Un’alunna di questa maestra ha la leucemia e doveva venire a scuola con una mascherina. Col passare dei giorni un po’ alla volta tutti i suoi compagni di classe hanno cominciato a presentarsi a scuola con una mascherina come la sua.

Non c’è bisogno di fare bei discorsi sulla solidarietà e sull’amicizia, rimarrebbero lì e chi ascolta troverebbe più interessante ficcarsi un bell’indice in una narice in cerca di tesori nascosti.

Un gesto silenzioso e una mail dalla Puglia invece cambiano tutto: ecco chi me lo fa fare.

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C’è un ufo in giardino!

C’è un ufo in giardino! il mio primo libro nella Serie Azzurra della collana ‘Il Battello a Vapore’si può trovare in tutte le librerie. Prezzo 8 €  compralo scontato a 6,80 € cliccando il pulsante sotto.

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Ne sono venuti altri, ma questo è il primo e ne vado molto orgoglioso.   I disegni sono di Stefano Turconi e credo che meglio di così non potevano interpretare lo spirito del libro. Di seguito troverete una breve descrizione e il link se lo vorrete comprare online. Grazie!

I miei libri

Prima di conoscere Mery, Francesco e Antonio non avrebbero mai immaginato che potesse esistere qualcuno allergico a ‘tutto’. Ed erano anche convinti che la strana cupola nascosta dalla vegetazione che hanno trovato fosse una navicella spaziale. Scopriranno invece che quello è l’unico posto dove la loro amica può vivere senza correre rischi e che l’amicizia e la solidarietà possono superare qualunque ostacolo. Per parlare col sorriso di amicizia, solidarietà e sentirsi diversi, dai 7 anni in su. Illustrazioni di Stefano Turconi Il Battello a Vapore  – 2014, 160 pagine, 8€

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Recensioni di ‘C’è un ufo in giardino!’

 

La Nazione
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Il Piccolo Principe e i morti dell’Abruzzo

I miei libri

il piccolo principeIeri ho parlato del romanzo che amo di più in assoluto: Il Piccolo Principe. Ero alla mia scuola, invitato da alcuni miei colleghi che insegnano lettere. C’erano moltissimi ragazzi e qualche adulto. Non vi sto a raccontare l’incontro, ci vorrebbe troppo, ma posso dirvi che non sono bravo a preparare gli incontri, neanche quando parlo di me, figuriamoci quando parlo di un altro. Però sono stato fortunato, perché su un giornale avevo trovato la notizia che il più grande violinista del mondo, per un giorno, si è messo a suonare nella metropolitana di New York un pezzo difficilissimo con un violino da qualche milione di euro.

Non l’ha considerato nessuno. Nessuno tranne i bambini e in particolare uno di tre anni che non voleva staccarsi da quell’uomo e dalla sua musica anche se la mamma lo tirava e doveva andare. E piangeva e non voleva andarsene.

I miei libri

‘L’essenziale è invisibile agli occhi’ dice De Saint Exupéry nel romanzo e quel bambino, tutti i bambini, e anche gli adulti col cuore di bambini lo sanno. L’essenziale era quella splendida musica suonata così bene, non lo sfigato che suonava in metro, che poi sfigato non era.

Ho concluso dicendo che il Piccolo Principe rappresenta sì anche l’autore da bambino, ma non può essere solo questo. Perché altrimenti il romanzo finirebbe malissimo. Dico, un bambino che si fa mordere da un serpente e muore! Peggio di così…

Io penso che non sia una morte come fine di tutto, perché se tutto finisse veramente così sarebbe proprio un bel casino. Il Piccolo Principe è un libro pieno di speranza e non solo un bel ‘Com’eravamo ganzi da bambini’ come spesso viene ridotto.

Sono giorni particolari questi, i morti giacciono ancora sotto le travi crollate. Ieri ci pensavo, mentre parlavo di quel bambino che muore ma non è vero che sparisce per sempre. È solo tornato da dove era venuto. E così, io credo, tutti i morti dell’Abruzzo.

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