Storie sociali autismo: 10 storie da stampare in PDF gratis

Storie sociali per l’autismo: dieci storie da stampare

Storie sociali per l’autismo: dieci storie da stampare

Storie sociali per l’autismo da stampare: un PDF gratis con dieci storie sociali illustrate per la scuola dell’infanzia e la primaria, dall’ingresso a scuola alla visita dal dentista, con un modello vuoto per scriverne di nuove.

Testi e disegni sono originali. Ogni storia è in prima persona, comincia con «Mi chiamo ______» e si personalizza con il nome e le foto del bambino.

Vai a: il PDF · le dieci storie · come si scrivono · come si usano · domande frequenti

Storie sociali da stampare in PDF

Storia sociale Vado a scuola la mattina: quattro riquadri illustrati con brevi frasi in prima persona

  • Dieci storie illustrate, due pagine ciascuna
  • Testo grande, poche frasi brevi per riquadro
  • Riquadri «Aggiungi tu» per i momenti del bambino
  • Modello vuoto «Crea la tua storia sociale»
  • Scheda per l’adulto per preparare una storia nuova

Scarica le storie sociali

24 pagine A4 · guida per l’adulto

Le dieci storie sociali

Storia Situazione Età
Vado a scuola la mattina L’ingresso: il saluto, la giacca, lo zaino, il banco 3-8 anni
La ricreazione Una pausa con più voci e più movimento 5-10 anni
Aspetto il mio turno Fare a turno nei giochi e nelle attività 3-8 anni
In mensa Il pranzo a scuola: il rumore, il posto, i cibi nuovi 3-10 anni
Quando suona la campanella o l’allarme Il suono della campanella e la prova di evacuazione 4-10 anni
Oggi c’è una supplente Un cambio di programma 5-10 anni
Lavo le mani La sequenza del lavaggio delle mani 3-7 anni
Vado dal dentista L’attesa, la poltrona, la luce, la mano alzata per una pausa 3-10 anni
Perdere a un gioco Vincere e perdere con i compagni 4-10 anni
La festa di compleanno di un compagno Tanta gente, la musica, la torta 4-10 anni

Le età sono indicative: contano di più la comprensione e i bisogni del singolo bambino.

Come sono scritte

Una storia sociale descrive invece di dare ordini. Usa soprattutto frasi che dicono che cosa succede e chi c’è, e frasi che dicono che cosa provano gli altri; le frasi che suggeriscono che cosa fare sono poche e usano «posso» («Se il rumore mi sembra forte, posso coprirmi le orecchie»). In queste storie, per ogni frase con «posso» ce ne sono almeno due che descrivono la situazione o quello che provano gli altri.

  • Tempo presente e tono positivo, senza frasi negative o minacciose.
  • «Di solito» e «a volte» al posto di «sempre»: nella realtà le cose cambiano.
  • Nessuna promessa che la realtà può smentire: la storia del dentista non dice «non fa male», dice che a volte si sente un solletico sui denti.
  • Lo stesso bambino disegnato in tutte le storie, perché sia chiaro chi è «io».

Come si usano le storie sociali con un bambino con autismo

  1. Si scrive il nome e, se serve, si incollano le foto dei luoghi e delle persone vere.
  2. Si legge prima della situazione, in un momento tranquillo, un riquadro alla volta, indicando il disegno.
  3. Si rilegge più volte, anche ogni giorno per un periodo.
  4. Dopo la situazione si rilegge e si collega a quello che è successo davvero.

Cinque storie hanno sei riquadri scritti e due riquadri «Aggiungi tu» liberi, per un momento in più della giornata del bambino. Conviene usare a scuola e a casa le stesse parole e le stesse immagini, e annotare le scelte nel PEI.

Altre schede per l’autismo e il sostegno

Domande frequenti

Che cosa sono le storie sociali?

Sono brevi testi con immagini che descrivono una situazione di tutti i giorni: dove si svolge, chi c’è, che cosa succede e perché, che cosa provano gli altri e che cosa il bambino può fare. Il metodo è stato ideato da Carol Gray, negli Stati Uniti, all’inizio degli anni Novanta. Le storie di questo PDF si ispirano al suo metodo.

Come si personalizzano?

Si scrive il nome del bambino dopo «Mi chiamo», si possono incollare le foto della vera scuola e delle persone reali, si correggono a penna le parole che a casa si dicono in un altro modo e i dettagli che non corrispondono, come l’orario della mensa o il suono dell’allarme.

Quando si leggono?

Prima della situazione, in un momento tranquillo, più volte, anche ogni giorno per un periodo. Mai come punizione o rimprovero dopo un comportamento. Dopo la situazione si rilegge la storia e la si collega a quello che è successo davvero.

Si possono usare con la CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa)?

Sì: accanto al testo si possono mettere i simboli che il bambino conosce già, gli stessi della sua tabella o del suo quaderno. Per i più piccoli si può tenere una sola frase per riquadro, oppure registrare la storia letta da un familiare.

Sostituiscono l’intervento degli specialisti?

No. Le storie sociali sono uno strumento educativo: possono aiutare il bambino a sapere che cosa aspettarsi. Conviene sceglierle insieme alla famiglia, annotarle nel PEI e confrontarsi con gli specialisti che seguono il bambino.

Condividi questa pagina con:

Ti sono servite queste schede? Nel catalogo ragionato dei miei libri trovi i kit didattici in omaggio, i temi trattati e gli spunti di lavoro per la classe. PDF gratis, senza registrazione.

Rimaniamo in contatto

Per visitare il sito senza iscriverti clicca in un punto qualunque fuori da questa finestra

Copertina di Come sopravvissi alla prima media
Come sopravvissi alla prima media

Nuova edizione 2026 · Da leggere in classe

Acquista →