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Analisi del periodo – Spiegazione ed esercizi per la scuola media
L’analisi del periodo è uno degli argomenti più importanti – e più temuti – di italiano alle scuola media. In questa pagina trovi una spiegazione chiara e semplice di tutti i concetti fondamentali: la proposizione principale, le proposizioni coordinate e le proposizioni subordinate, con tanti esempi pratici.
In fondo alla pagina puoi scaricare gratuitamente le schede con esercizi e soluzioni in PDF, pronte da stampare.
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Che cos’è il periodo?
In grammatica italiana, un periodo è un insieme di due o più proposizioni collegate tra loro che formano un messaggio completo. Ogni proposizione ha un suo verbo di modo finito (o, nei modi indefiniti, un’azione implicita).
Esempio di periodo:
«Quando tornò a casa, Marco si accorse che qualcuno aveva aperto la finestra.»
Questo periodo contiene tre proposizioni:
- Quando tornò a casa → proposizione subordinata temporale
- Marco si accorse → proposizione principale
- che qualcuno aveva aperto la finestra → proposizione subordinata oggettiva
L’analisi del periodo consiste nell’identificare e classificare tutte le proposizioni di un periodo, proprio come l’analisi logica classifica i complementi all’interno di una singola frase.
Come si fa l’analisi del periodo: i 4 passi fondamentali
Segui sempre questi quattro passi nell’ordine indicato e non sbaglierai:
- Separa le proposizioni. Individua tutti i verbi (finiti e indefiniti) e dividi il periodo in tante proposizioni quanti sono i verbi.
- Individua la proposizione principale (o reggente): è quella che non dipende da nessun’altra e ha senso compiuto da sola.
- Individua le proposizioni coordinate: sono quelle allo stesso livello della principale, legate da congiunzioni coordinanti (e, ma, però, quindi…) o da semplice giustapposizione.
- Individua e classifica le proposizioni subordinate: dipendono dalla principale o da un’altra subordinata e svolgono una precisa funzione logica (causale, temporale, finale, relativa…).
La proposizione principale (reggente)
La proposizione principale è il cuore del periodo. Non dipende da nessun’altra proposizione e può stare da sola con senso compiuto. È detta anche reggente perché “regge” le altre proposizioni che da essa dipendono.
Esempi di proposizione principale:
- Luca studia. → principale enunciativa
- Apri la finestra! → principale imperativa
- Forse ha perso il treno. → principale dubitativa
- Magari vincesse la partita! → principale desiderativa
Tipi di proposizione principale
- Enunciativa – afferma o nega qualcosa: «Oggi piove.»
- Interrogativa diretta – pone una domanda: «Hai fatto i compiti?»
- Esclamativa – esprime un’emozione: «Che bella giornata!»
- Imperativa – dà un ordine: «Studia di più!»
- Desiderativa – esprime un desiderio: «Magari arrivasse presto!»
- Dubitativa – esprime un dubbio: «Forse ha già finito.»
Le proposizioni coordinate
Le proposizioni coordinate sono proposizioni dello stesso livello sintattico della principale (o di un’altra coordinata). Si affiancano tra loro senza dipendere l’una dall’altra.
Possono essere collegate da congiunzioni coordinanti (coordinazione per polisindeto) oppure unite senza congiunzione, solo con una virgola o un punto e virgola (coordinazione per asindeto).
Tipi di proposizioni coordinate
- Copulativa – collega due azioni: «Luca legge e Sara scrive.» (e, né…né, anche, pure)
- Avversativa – contrappone due azioni: «Volevo venire, ma ero stanco.» (ma, però, tuttavia, eppure)
- Disgiuntiva – presenta un’alternativa: «Vieni tu o vengo io?» (o, oppure, ovvero)
- Conclusiva – esprime una conseguenza: «Ha studiato, quindi è pronto.» (quindi, dunque, perciò)
- Esplicativa/dichiarativa – chiarisce quanto detto: «Era buio, ossia era tardi.» (cioè, ossia, infatti)
- Correlativa – usa coppie di congiunzioni: «Sia ride sia piange.» (sia…sia, non solo…ma anche)
- Per giustapposizione (asindeto) – senza congiunzione: «Ero stanco; mi fermai.»
Le proposizioni subordinate
Le proposizioni subordinate (o dipendenti) non hanno senso compiuto da sole: dipendono dalla principale o da un’altra subordinata. Si introducono con congiunzioni subordinanti (che, perché, sebbene, se, quando…) oppure con pronomi/avverbi relativi (che, cui, il quale, dove…).
Subordinate esplicite e implicite
Una subordinata è esplicita quando il verbo è di modo finito (indicativo, congiuntivo, condizionale): «Spero che tu venga.»
Una subordinata è implicita quando il verbo è all’infinito, al gerundio o al participio: «Spero di venire.» / «Avendo finito i compiti, uscì.»
I gradi delle subordinate
Una subordinata che dipende direttamente dalla principale è di 1° grado. Una subordinata che dipende da un’altra subordinata è di 2° grado, e così via.
Esempio: «Penso [principale] / che tu sappia [sub. 1° gr.] / quello che stai facendo [sub. 2° gr.].»
Le principali proposizioni subordinate
Subordinata soggettiva
Svolge la funzione di soggetto della reggente. Risponde alla domanda «chi? che cosa?» riferita al verbo principale.
Esempio: «Che tu arrivi in orario è importante.» / «Sembra che piova.»
Congiunzioni: che, di, se (forma implicita: infinito)
Subordinata oggettiva
Svolge la funzione di complemento oggetto. Risponde alla domanda «che cosa?» riferita al verbo della reggente.
Esempio: «Penso che tu abbia ragione.» / «Spero di partire presto.»
Congiunzioni: che, di, se
Subordinata causale
Indica la causa o il motivo dell’azione della principale. Risponde alla domanda «perché?»
Esempio: «Non venne perché era malato.» / «Siccome pioveva, restammo a casa.»
Congiunzioni: perché, poiché, siccome, dato che, visto che, giacché
Subordinata temporale
Indica quando avviene l’azione della principale. Risponde alla domanda «quando?»
Esempio: «Quando squillò il telefono, stavo dormendo.» / «Appena arrivò, ci salutò.»
Congiunzioni: quando, mentre, appena, dopo che, prima che, finché
Subordinata finale
Indica lo scopo dell’azione della principale. Risponde alla domanda «con quale scopo? per che cosa?»
Esempio: «Studio per imparare.» / «Ti scrivo affinché tu sappia la verità.»
Congiunzioni: affinché, perché, per, allo scopo di (forma implicita: infinito)
Subordinata concessiva
Indica un ostacolo che non impedisce l’azione della principale. Risponde alla domanda «nonostante cosa?»
Esempio: «Sebbene fosse stanco, continuò a correre.» / «Benché piovesse, uscì.»
Congiunzioni: sebbene, benché, anche se, nonostante (che), malgrado (che), quantunque
Subordinata condizionale
Indica la condizione necessaria perché si realizzi l’azione della principale. Risponde alla domanda «a quale condizione?»
Esempio: «Se non ti sbrighi, perderai il treno.» / «Qualora ci fosse un problema, chiamami.»
Congiunzioni: se, qualora, purché, a condizione che, nel caso in cui
Subordinata relativa
Svolge la funzione di attributo o apposizione di un nome o pronome della reggente.
Esempio: «Il libro che mi hai prestato è bellissimo.»
Pronomi/avverbi relativi: che, cui, il quale (la quale, i quali, le quali), dove
Subordinata consecutiva
Indica la conseguenza dell’azione o dello stato espresso nella principale.
Esempio: «Era così stanco da non riuscire a parlare.» / «Gridò tanto forte che tutti si voltarono.»
Congiunzioni/espressioni: così…che, tanto…da, talmente…che, al punto che
Subordinata comparativa
Istituisce un confronto tra due elementi o azioni.
Esempio: «Corre più veloce di quanto pensassi.» / «Ha lavorato come gli era stato chiesto.»
Congiunzioni: come, quanto, più…di/che, meno…di/che
Subordinata interrogativa indiretta
Trasforma una domanda diretta in una frase dipendente dalla reggente. Non ha il punto interrogativo.
Esempio: «Non so se verrà.» / «Mi chiese dove abitassi.»
Congiunzioni/avverbi: se, dove, quando, come, perché, chi, che cosa
Subordinata modale
Indica il modo in cui si svolge l’azione principale.
Esempio: «Parla come se sapesse tutto.» / «Rispose ridendo.» (implicita con gerundio)
Congiunzioni: come, come se, quasi
Esempio di analisi del periodo completa
Vediamo come analizzare passo per passo questo periodo:
«Sebbene piovesse a dirotto, i ragazzi decisero di uscire perché volevano vedere il concerto che tanto aspettavano.»
Passo 1 – Individuo i verbi: piovesse, decisero, volevano, aspettavano → 4 verbi = 4 proposizioni.
Passo 2 – Cerco la principale: «i ragazzi decisero di uscire» → è la proposizione che ha senso compiuto da sola. È la principale (reggente).
Passo 3 – Coordinate? Nessuna proposizione coordinata in questo periodo.
Passo 4 – Subordinate:
- «Sebbene piovesse a dirotto» → subordinata concessiva (1° grado, dipende dalla principale)
- «perché volevano vedere il concerto» → subordinata causale (1° grado, dipende dalla principale)
- «che tanto aspettavano» → subordinata relativa (2° grado, dipende da “concerto” nella causale)
Tabella riassuntiva delle subordinate
Ecco una tabella riepilogativa da stampare e tenere vicino durante lo studio:
| Tipo di subordinata | Risponde alla domanda | Congiunzioni principali |
|---|---|---|
| Soggettiva | Chi? Che cosa? | che, di, se |
| Oggettiva | Che cosa? (compl. oggetto) | che, di, se |
| Causale | Perché? | perché, poiché, siccome, dato che |
| Temporale | Quando? | quando, mentre, appena, dopo che |
| Finale | Con quale scopo? | affinché, perché, per |
| Concessiva | Nonostante cosa? | sebbene, benché, anche se |
| Condizionale | A quale condizione? | se, qualora, purché |
| Relativa | Quale? (modifica un nome) | che, cui, il quale |
| Consecutiva | Con quale conseguenza? | così…che, tanto…da |
| Comparativa | Come? Quanto? | come, quanto, più…di/che |
| Interrogativa indiretta | (domanda indiretta) | se, dove, quando, come |
| Modale | Come? In che modo? | come, come se |
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Per mettere in pratica tutto quello che hai imparato, scarica le nostre schede didattiche gratuite sull’analisi del periodo in formato PDF, pronte da stampare. Contengono:
- Scheda 1 – La proposizione principale: esercizi di identificazione e classificazione
- Scheda 2 – Le proposizioni coordinate: tabella dei tipi ed esercizi
- Scheda 3 – Le proposizioni subordinate: classificazione ed esercizi (esplicita/implicita)
- Scheda 4 – Analisi completa del periodo: esercizi misti con analisi guidata e autonoma
- Soluzioni complete per ogni scheda
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Domande frequenti sull’analisi del periodo
Qual è la differenza tra analisi logica e analisi del periodo?
L’analisi logica studia la struttura interna di una singola proposizione (soggetto, predicato, complementi). L’analisi del periodo studia come più proposizioni si collegano tra loro all’interno di un periodo (principale, coordinate, subordinate).
Come si riconosce la proposizione principale?
La principale è quella che ha senso compiuto anche da sola, senza il contesto delle altre proposizioni. Non è introdotta da congiunzioni subordinanti e non dipende da nessun’altra proposizione del periodo.
Quale modo verbale usano le proposizioni subordinate?
Dipende dal tipo di subordinata e dal rapporto con la principale. In linea generale: l’indicativo esprime certezza (causali, temporali, relative); il congiuntivo esprime incertezza, volontà, dubbio (soggettive, oggettive, finali, concessive); il condizionale compare nelle comparative e nelle interrogative indirette. Le subordinate implicite usano infinito, gerundio o participio.
Che cosa si intende per subordinata di 1°, 2° e 3° grado?
Il grado indica da quale proposizione dipende la subordinata. Se dipende direttamente dalla principale, è di 1° grado. Se dipende da una subordinata di 1° grado, è di 2° grado, e così via. Non c’è un limite teorico ai gradi, ma nella pratica scolastica si arriva di rado oltre il 3° grado.
La concessiva e la causale: come si distinguono?
La causale indica la causa che produce l’azione principale: «Non uscì perché pioveva» (la pioggia è la causa). La concessiva indica un ostacolo che però non impedisce l’azione: «Uscì sebbene piovesse» (la pioggia c’è, ma non impedisce l’uscita). La parola chiave per la concessiva è “nonostante”.
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L’analisi del periodo è uno degli argomenti più importanti – e più temuti – di italiano alle scuola media. In questa pagina trovi una spiegazione chiara e semplice di tutti i concetti fondamentali: la proposizione principale, le proposizioni coordinate e le proposizioni subordinate, con tanti esempi pratici.
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Che cos’è il periodo?
In grammatica italiana, un periodo è un insieme di due o più proposizioni collegate tra loro che formano un messaggio completo. Ogni proposizione ha un suo verbo di modo finito (o, nei modi indefiniti, un’azione implicita).
Esempio di periodo:
«Quando tornò a casa, Marco si accorse che qualcuno aveva aperto la finestra.»
Questo periodo contiene tre proposizioni:
- Quando tornò a casa → proposizione subordinata temporale
- Marco si accorse → proposizione principale
- che qualcuno aveva aperto la finestra → proposizione subordinata oggettiva
L’analisi del periodo consiste nell’identificare e classificare tutte le proposizioni di un periodo, proprio come l’analisi logica classifica i complementi all’interno di una singola frase.
Come si fa l’analisi del periodo: i 4 passi fondamentali
Segui sempre questi quattro passi nell’ordine indicato e non sbaglierai:
- Separa le proposizioni. Individua tutti i verbi (finiti e indefiniti) e dividi il periodo in tante proposizioni quanti sono i verbi.
- Individua la proposizione principale (o reggente): è quella che non dipende da nessun’altra e ha senso compiuto da sola.
- Individua le proposizioni coordinate: sono quelle allo stesso livello della principale, legate da congiunzioni coordinanti (e, ma, però, quindi…) o da semplice giustapposizione.
- Individua e classifica le proposizioni subordinate: dipendono dalla principale o da un’altra subordinata e svolgono una precisa funzione logica (causale, temporale, finale, relativa…).
La proposizione principale (reggente)
La proposizione principale è il cuore del periodo. Non dipende da nessun’altra proposizione e può stare da sola con senso compiuto. È detta anche reggente perché “regge” le altre proposizioni che da essa dipendono.
Esempi di proposizione principale:
- Luca studia. → principale enunciativa
- Apri la finestra! → principale imperativa
- Forse ha perso il treno. → principale dubitativa
- Magari vincesse la partita! → principale desiderativa
Tipi di proposizione principale
- Enunciativa – afferma o nega qualcosa: «Oggi piove.»
- Interrogativa diretta – pone una domanda: «Hai fatto i compiti?»
- Esclamativa – esprime un’emozione: «Che bella giornata!»
- Imperativa – dà un ordine: «Studia di più!»
- Desiderativa – esprime un desiderio: «Magari arrivasse presto!»
- Dubitativa – esprime un dubbio: «Forse ha già finito.»
Le proposizioni coordinate
Le proposizioni coordinate sono proposizioni dello stesso livello sintattico della principale (o di un’altra coordinata). Si affiancano tra loro senza dipendere l’una dall’altra.
Possono essere collegate da congiunzioni coordinanti (coordinazione per polisindeto) oppure unite senza congiunzione, solo con una virgola o un punto e virgola (coordinazione per asindeto).
Tipi di proposizioni coordinate
- Copulativa – collega due azioni: «Luca legge e Sara scrive.» (e, né…né, anche, pure)
- Avversativa – contrappone due azioni: «Volevo venire, ma ero stanco.» (ma, però, tuttavia, eppure)
- Disgiuntiva – presenta un’alternativa: «Vieni tu o vengo io?» (o, oppure, ovvero)
- Conclusiva – esprime una conseguenza: «Ha studiato, quindi è pronto.» (quindi, dunque, perciò)
- Esplicativa/dichiarativa – chiarisce quanto detto: «Era buio, ossia era tardi.» (cioè, ossia, infatti)
- Correlativa – usa coppie di congiunzioni: «Sia ride sia piange.» (sia…sia, non solo…ma anche)
- Per giustapposizione (asindeto) – senza congiunzione: «Ero stanco; mi fermai.»
Le proposizioni subordinate
Le proposizioni subordinate (o dipendenti) non hanno senso compiuto da sole: dipendono dalla principale o da un’altra subordinata. Si introducono con congiunzioni subordinanti (che, perché, sebbene, se, quando…) oppure con pronomi/avverbi relativi (che, cui, il quale, dove…).
Subordinate esplicite e implicite
Una subordinata è esplicita quando il verbo è di modo finito (indicativo, congiuntivo, condizionale): «Spero che tu venga.»
Una subordinata è implicita quando il verbo è all’infinito, al gerundio o al participio: «Spero di venire.» / «Avendo finito i compiti, uscì.»
I gradi delle subordinate
Una subordinata che dipende direttamente dalla principale è di 1° grado. Una subordinata che dipende da un’altra subordinata è di 2° grado, e così via.
Esempio: «Penso [principale] / che tu sappia [sub. 1° gr.] / quello che stai facendo [sub. 2° gr.].»
Le principali proposizioni subordinate
Subordinata soggettiva
Svolge la funzione di soggetto della reggente. Risponde alla domanda «chi? che cosa?» riferita al verbo principale.
Esempio: «Che tu arrivi in orario è importante.» / «Sembra che piova.»
Congiunzioni: che, di, se (forma implicita: infinito)
Subordinata oggettiva
Svolge la funzione di complemento oggetto. Risponde alla domanda «che cosa?» riferita al verbo della reggente.
Esempio: «Penso che tu abbia ragione.» / «Spero di partire presto.»
Congiunzioni: che, di, se
Subordinata causale
Indica la causa o il motivo dell’azione della principale. Risponde alla domanda «perché?»
Esempio: «Non venne perché era malato.» / «Siccome pioveva, restammo a casa.»
Congiunzioni: perché, poiché, siccome, dato che, visto che, giacché
Subordinata temporale
Indica quando avviene l’azione della principale. Risponde alla domanda «quando?»
Esempio: «Quando squillò il telefono, stavo dormendo.» / «Appena arrivò, ci salutò.»
Congiunzioni: quando, mentre, appena, dopo che, prima che, finché
Subordinata finale
Indica lo scopo dell’azione della principale. Risponde alla domanda «con quale scopo? per che cosa?»
Esempio: «Studio per imparare.» / «Ti scrivo affinché tu sappia la verità.»
Congiunzioni: affinché, perché, per, allo scopo di (forma implicita: infinito)
Subordinata concessiva
Indica un ostacolo che non impedisce l’azione della principale. Risponde alla domanda «nonostante cosa?»
Esempio: «Sebbene fosse stanco, continuò a correre.» / «Benché piovesse, uscì.»
Congiunzioni: sebbene, benché, anche se, nonostante (che), malgrado (che), quantunque
Subordinata condizionale
Indica la condizione necessaria perché si realizzi l’azione della principale. Risponde alla domanda «a quale condizione?»
Esempio: «Se non ti sbrighi, perderai il treno.» / «Qualora ci fosse un problema, chiamami.»
Congiunzioni: se, qualora, purché, a condizione che, nel caso in cui
Subordinata relativa
Svolge la funzione di attributo o apposizione di un nome o pronome della reggente.
Esempio: «Il libro che mi hai prestato è bellissimo.»
Pronomi/avverbi relativi: che, cui, il quale (la quale, i quali, le quali), dove
Subordinata consecutiva
Indica la conseguenza dell’azione o dello stato espresso nella principale.
Esempio: «Era così stanco da non riuscire a parlare.» / «Gridò tanto forte che tutti si voltarono.»
Congiunzioni/espressioni: così…che, tanto…da, talmente…che, al punto che
Subordinata comparativa
Istituisce un confronto tra due elementi o azioni.
Esempio: «Corre più veloce di quanto pensassi.» / «Ha lavorato come gli era stato chiesto.»
Congiunzioni: come, quanto, più…di/che, meno…di/che
Subordinata interrogativa indiretta
Trasforma una domanda diretta in una frase dipendente dalla reggente. Non ha il punto interrogativo.
Esempio: «Non so se verrà.» / «Mi chiese dove abitassi.»
Congiunzioni/avverbi: se, dove, quando, come, perché, chi, che cosa
Subordinata modale
Indica il modo in cui si svolge l’azione principale.
Esempio: «Parla come se sapesse tutto.» / «Rispose ridendo.» (implicita con gerundio)
Congiunzioni: come, come se, quasi
Esempio di analisi del periodo completa
Vediamo come analizzare passo per passo questo periodo:
«Sebbene piovesse a dirotto, i ragazzi decisero di uscire perché volevano vedere il concerto che tanto aspettavano.»
Passo 1 – Individuo i verbi: piovesse, decisero, volevano, aspettavano → 4 verbi = 4 proposizioni.
Passo 2 – Cerco la principale: «i ragazzi decisero di uscire» → è la proposizione che ha senso compiuto da sola. È la principale (reggente).
Passo 3 – Coordinate? Nessuna proposizione coordinata in questo periodo.
Passo 4 – Subordinate:
- «Sebbene piovesse a dirotto» → subordinata concessiva (1° grado, dipende dalla principale)
- «perché volevano vedere il concerto» → subordinata causale (1° grado, dipende dalla principale)
- «che tanto aspettavano» → subordinata relativa (2° grado, dipende da “concerto” nella causale)
Tabella riassuntiva delle subordinate
Ecco una tabella riepilogativa da stampare e tenere vicino durante lo studio:
| Tipo di subordinata | Risponde alla domanda | Congiunzioni principali |
|---|---|---|
| Soggettiva | Chi? Che cosa? | che, di, se |
| Oggettiva | Che cosa? (compl. oggetto) | che, di, se |
| Causale | Perché? | perché, poiché, siccome, dato che |
| Temporale | Quando? | quando, mentre, appena, dopo che |
| Finale | Con quale scopo? | affinché, perché, per |
| Concessiva | Nonostante cosa? | sebbene, benché, anche se |
| Condizionale | A quale condizione? | se, qualora, purché |
| Relativa | Quale? (modifica un nome) | che, cui, il quale |
| Consecutiva | Con quale conseguenza? | così…che, tanto…da |
| Comparativa | Come? Quanto? | come, quanto, più…di/che |
| Interrogativa indiretta | (domanda indiretta) | se, dove, quando, come |
| Modale | Come? In che modo? | come, come se |
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Domande frequenti sull’analisi del periodo
Qual è la differenza tra analisi logica e analisi del periodo?
L’analisi logica studia la struttura interna di una singola proposizione (soggetto, predicato, complementi). L’analisi del periodo studia come più proposizioni si collegano tra loro all’interno di un periodo (principale, coordinate, subordinate).
Come si riconosce la proposizione principale?
La principale è quella che ha senso compiuto anche da sola, senza il contesto delle altre proposizioni. Non è introdotta da congiunzioni subordinanti e non dipende da nessun’altra proposizione del periodo.
Quale modo verbale usano le proposizioni subordinate?
Dipende dal tipo di subordinata e dal rapporto con la principale. In linea generale: l’indicativo esprime certezza (causali, temporali, relative); il congiuntivo esprime incertezza, volontà, dubbio (soggettive, oggettive, finali, concessive); il condizionale compare nelle comparative e nelle interrogative indirette. Le subordinate implicite usano infinito, gerundio o participio.
Che cosa si intende per subordinata di 1°, 2° e 3° grado?
Il grado indica da quale proposizione dipende la subordinata. Se dipende direttamente dalla principale, è di 1° grado. Se dipende da una subordinata di 1° grado, è di 2° grado, e così via. Non c’è un limite teorico ai gradi, ma nella pratica scolastica si arriva di rado oltre il 3° grado.
La concessiva e la causale: come si distinguono?
La causale indica la causa che produce l’azione principale: «Non uscì perché pioveva» (la pioggia è la causa). La concessiva indica un ostacolo che però non impedisce l’azione: «Uscì sebbene piovesse» (la pioggia c’è, ma non impedisce l’uscita). La parola chiave per la concessiva è “nonostante”.
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