Venti dettati per la classe seconda elementare in PDF, gratis e pronti da stampare. Sono graduati per difficoltà ortografica — dalle doppie a GN e GLI, da QU-CU-CQU all’apostrofo — e ognuno isola un solo ostacolo alla volta. In fondo trovi la griglia per capire su che cosa tornare davvero.
Il fascicolo: 20 dettati graduati
Otto pagine, senza registrazione:
- 20 dettati inediti, ciascuno con l’etichetta della difficoltà che allena
- Tre dettati sulle doppie, due su CE-CI e CHE-CHI, due su GE-GI e GHE-GHI, due su GN, due su GLI, due su SC, due su QU-CU-CQU, due su MP e MB, uno sull’accento, uno sull’apostrofo
- Un dettato di ripasso finale che le mescola tutte
- I sei punti per dettare bene, con la spiegazione del perché
- La griglia di analisi degli errori, con l’errore tipico da cercare per ciascuna difficoltà
Se ti serve altro materiale, c’è anche il fascicolo con 18 dettati ortografici per la seconda e la terza.
Perché ogni dettato è una storia
I dettati di questo fascicolo li ho scritti io, e nessuno è un elenco di parole. Non è una scelta di stile: un bambino di seconda scrive meglio un testo che ha un senso, perché mentre scrive può anticipare la parola che sta arrivando. Un elenco di parole misura la memoria ortografica e basta; una storia misura anche la capacità di scrivere seguendo un pensiero, che è quello che poi serve davvero.
C’è anche una ragione pratica. Se il testo diverte, il bambino chiede di rifarlo. In seconda elementare questo conta più di qualunque criterio didattico: la regolarità è il fattore che fa la differenza, e si ottiene solo se il dettato non è una punizione.
In che ordine affrontare le difficoltà
Le difficoltà del secondo anno non arrivano tutte insieme, e il fascicolo segue l’ordine in cui compaiono davvero:
- I suoni duri e dolci (CE-CI, CHE-CHI, GE-GI, GHE-GHI): si consolidano all’inizio della seconda e sono la base di tutto il resto
- Le doppie: l’errore più frequente dell’anno, e quello che si corregge meglio con l’orecchio invece che con la regola
- I gruppi GN, GLI, SC: qui la difficoltà è visiva più che uditiva, perché il suono non aiuta a scegliere la grafia
- QU, CU, CQU: le parole con CQU sono poche e si imparano a memoria; conviene dirlo ai bambini invece di far cercare una regola che non c’è
- MP e MB: l’unica regola davvero meccanica dell’elenco, e infatti la più facile da fissare
- Accento e apostrofo: si affrontano per ultimi perché richiedono di ragionare sulla frase, non sulla parola
Non serve farli tutti né farli in fila. Se la classe sbaglia sistematicamente le doppie, si torna sui tre dettati delle doppie e si lascia stare il resto: è esattamente a questo che serve la griglia.
Come dettare bene
- Leggi prima tutto il dettato a voce normale. Sapere dove va la storia fa scrivere più sicuri
- Detta a gruppi di parole, non parola per parola
- Ripeti il gruppo una sola volta. Ripeterlo tre volte insegna ad aspettare la ripetizione invece che ad ascoltare
- Detta la punteggiatura in seconda; dalla terza si comincia a toglierla
- Rileggi tutto alla fine e lascia un minuto per le correzioni
- Non correggere durante il dettato: il bambino perde il filo e ne fa altri tre
Domande frequenti
D: I dettati sono gratuiti?
R: Sì, tutti. Il PDF si scarica senza registrarsi e senza lasciare la mail. È liberamente fotocopiabile per uso didattico.
D: Quanti dettati servono in un anno?
R: Non c’è un numero giusto. Conta più la regolarità della quantità: un dettato a settimana, sempre lo stesso giorno, dà risultati migliori di cinque dettati in una settimana e poi il vuoto per un mese.
D: Vanno bene anche per la terza?
R: I primi dodici sì, come ripasso di inizio anno. Dalla terza però conviene passare a testi più lunghi e cominciare a togliere la punteggiatura dettata.
D: Come si valuta un dettato?
R: Contando gli errori si sa quanti sono, non quali. Nel PDF c’è una griglia che li classifica per tipo di difficoltà: dopo tre o quattro dettati emerge da sola quella su cui tornare.
D: Il dettato va bene per un bambino con DSA?
R: Sì, con due accorgimenti. Dettare gruppi più corti anziché più lentamente — rallentare allunga il tempo in cui la frase va tenuta a mente e spesso peggiora le cose. E valutare una difficoltà per volta: se il dettato è sulle doppie, si contano gli errori sulle doppie.
Continua il percorso
→ Dettato terza elementare: 20 dettati in PDF
→ Dettato prima elementare: 20 dettati in PDF
→ Dettati per tutte le classi della scuola primaria
→ Schede di ortografia per la scuola primaria
Domande frequenti sul dettato in prima elementare
Quando si può iniziare a dettare in prima elementare?
Quando i bambini riconoscono e scrivono le sillabe piane, di solito fra novembre e dicembre. Prima di allora si fa autodettato: il bambino guarda la parola, la copre e la riscrive. Il dettato vero richiede che la corrispondenza fra suono e segno sia già avviata.
Quante parole deve avere un dettato di prima?
Da venti a trenta parole, e in autunno anche meno. Il valore del dettato sta nella correzione, non nella quantità scritta: meglio un testo breve corretto con calma che uno lungo corretto di fretta.
Quante volte si legge il testo?
Tre. La prima a testo intero con la matita posata, perché il bambino colga il senso. La seconda a piccoli gruppi di parole, ed è quella in cui si scrive. La terza di nuovo intera, per il controllo finale.
In prima si detta anche la punteggiatura?
Sì. «Punto» e «virgola» vanno pronunciati. In prima l’obiettivo è l’ortografia della parola: chiedere anche di dedurre la punteggiatura somma due difficoltà e rende impossibile capire quale delle due ha prodotto l’errore.
Come si corregge un dettato senza scoraggiare il bambino?
Si sottolinea la parola sbagliata e si chiede di riscriverla accanto guardando il modello, senza correggere al posto suo. Riscrivere la forma corretta lascia una traccia motoria; leggere una correzione fatta da un altro non ne lascia nessuna.
Quanti errori sono troppi in prima elementare?
Più del numero conta il tipo. Cinque errori tutti sulle doppie indicano una difficoltà sola, da affrontare; cinque errori sparsi fra scambi di lettera e omissioni indicano che la corrispondenza fra suono e segno non è ancora stabile, ed è una situazione diversa. La griglia nel PDF serve proprio a fare questa distinzione.
Come si adatta il dettato per un alunno con DSA?
Testo più corto, gruppi di parole più brevi nella seconda lettura e tempo per rileggere alla fine. È utile anche fornire la traccia scritta dopo la correzione, per il confronto. L’ortografia non va valutata con lo stesso metro del resto della classe.
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Fabrizio Altieri fa l’insegnante e ha pubblicato oltre 30 libri per bambini e per ragazzi con Mondadori, Battello a Vapore, Feltrinelli, Rizzoli, Einaudi Ragazzi, Lapis, Pelledoca e altri editori. 
