I Longobardi in Italia e la nascita del monachesimo, spiegati per la prima media: la guerra greco-gotica, l’arrivo di Alboino nel 568, l’Italia divisa fra Longobardi e Bizantini, l’Editto di Rotari, Benedetto da Norcia e il ruolo dei monasteri. In fondo trovi il fascicolo in PDF con la verifica da 30 punti, la griglia di valutazione e le soluzioni.
- 1. La caduta dell’Impero romano
- 2. Longobardi e monachesimo
- 3. Carlo Magno
- 4. Il feudalesimo
- La guerra greco-gotica
- L’arrivo dei Longobardi
- L’Italia divisa in due
- Le leggi e l’Editto di Rotari
- Benedetto e i monasteri
- Verifica con soluzioni
Dopo il 476 l’Italia non trova pace. Prima viene devastata da una guerra lunga diciotto anni, poi viene spezzata in due da un popolo nuovo. Ed è proprio in questi anni difficili che nasce l’istituzione destinata a salvare la cultura antica: il monastero. Sono due storie che i manuali tengono separate, ma che vale la pena raccontare insieme, perché avvengono negli stessi decenni e negli stessi luoghi.
La guerra greco-gotica (535–553)
L’imperatore d’Oriente Giustiniano voleva ricostruire l’Impero romano com’era prima, e mandò i suoi eserciti a riprendersi l’Italia dagli Ostrogoti. La guerra durò diciotto anni e la vinsero i Bizantini, ma fu una vittoria disastrosa: città rase al suolo, campagne abbandonate, carestie ed epidemie. L’Italia ne uscì spopolata e senza difese.
È il collegamento che tiene in piedi tutta la lezione. Senza la guerra greco-gotica non si capisce perché quindici anni dopo i Longobardi attraversino l’Italia quasi senza combattere. Non erano invincibili: non c’era più nessuno a fermarli.
L’arrivo dei Longobardi
| Data | Che cosa succede |
|---|---|
| 568 | Il re Alboino guida i Longobardi in Italia attraverso il Friuli. Non trovano quasi resistenza. |
| 572 | Pavia diventa la capitale del regno longobardo. |
| 643 | Il re Rotari fa mettere per iscritto le leggi dei Longobardi: è l’Editto di Rotari. |
| 774 | Carlo Magno, re dei Franchi, sconfigge l’ultimo re longobardo, Desiderio: il regno longobardo finisce. |
Un’Italia divisa in due
I Longobardi non conquistarono tutta la penisola. Per due secoli l’Italia restò spezzata fra le terre longobarde e quelle rimaste ai Bizantini, governate da Ravenna dall’esarca, il funzionario inviato da Costantinopoli.
| Terre longobarde | Terre bizantine |
|---|---|
| Il regno vero e proprio, con capitale Pavia, e i grandi ducati di Spoleto e Benevento, quasi indipendenti dal re. | L’esarcato di Ravenna, il ducato di Roma, Venezia, la Puglia, la Calabria e le isole. |
| Il territorio si chiamava Langobardia: da qui viene il nome «Lombardia». | Il territorio si chiamava Romània: da qui viene il nome «Romagna». |
I due nomi che ancora oggi troviamo sulla carta d’Italia sono il modo più rapido per far capire agli alunni che questa divisione non è un dettaglio da manuale: è rimasta scritta nella geografia del paese.
Le leggi e la società dei Longobardi
I Longobardi erano un popolo guerriero, organizzato in gruppi familiari armati. Le loro leggi non erano scritte ma tramandate a voce, e la vendetta privata fra famiglie — la faida — poteva durare per generazioni.
Con l’Editto di Rotari del 643 le leggi vengono finalmente messe per iscritto, in latino. La novità più importante è il guidrigildo: chi feriva o uccideva qualcuno doveva pagare alla famiglia offesa una somma stabilita dalla legge, invece di subirne la vendetta. Non è ancora giustizia come la intendiamo oggi, ma è il primo tentativo di fermare le faide con una regola scritta uguale per tutti.
All’inizio i Longobardi erano ariani, cioè cristiani ma non cattolici, e questo li teneva separati dalla popolazione italica. La regina Teodolinda ebbe un ruolo decisivo nell’avvicinarli al cattolicesimo: da quel momento i due popoli cominciarono lentamente a mescolarsi.
Benedetto da Norcia e i monasteri
Mentre l’Italia si spezzava, alcuni uomini scelsero di ritirarsi dal mondo per dedicarsi alla preghiera. Benedetto da Norcia fondò nel 529 il monastero di Montecassino e scrisse una Regola: un insieme di norme che stabiliva come doveva svolgersi la giornata dei monaci.
Ora et labora — «prega e lavora». La giornata dei benedettini era divisa fra preghiera, lavoro manuale nei campi e studio. Il lavoro non era una punizione né una vergogna: era parte della vita religiosa. È un’idea nuova per l’epoca, perché nel mondo romano il lavoro manuale era considerato adatto solo agli schiavi.
| Che cosa facevano i monaci | Perché è importante |
|---|---|
| Nello scriptorium ricopiavano a mano i libri antichi | Senza di loro quasi nessun testo greco e latino sarebbe arrivato fino a noi |
| Dissodavano i boschi, prosciugavano le paludi, coltivavano le terre | Le campagne abbandonate dopo le guerre tornarono a produrre cibo |
| Accoglievano viandanti, malati e poveri | In un’epoca senza ospedali né locande, il monastero era l’unico rifugio |
Gregorio Magno e il potere dei papi
Papa Gregorio Magno (590–604) si trovò a governare Roma in un momento in cui l’imperatore era lontano e i Longobardi minacciavano la città. Organizzò i rifornimenti, trattò con i Longobardi, amministrò le terre della Chiesa e mandò monaci a diffondere il cristianesimo in Inghilterra. Da allora il papa non fu più soltanto una guida religiosa: cominciò a essere anche un capo politico. È il seme di quello che diventerà, secoli dopo, lo scontro fra Chiesa e Impero.
La verifica con le soluzioni da scaricare
Fascicolo di 6 pagine in PDF: la sintesi con tutte le tabelle di questa pagina, una verifica da 30 punti (vero o falso, cronologia da ordinare, completamento, abbinamento parola-definizione, scelta multipla, due domande aperte), la griglia di valutazione esercizio per esercizio, le indicazioni per gli alunni con DSA e tutte le soluzioni, comprese quelle delle domande aperte con i criteri di correzione.
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Come conviene spiegarlo in classe
Partire dalla carta, non dalle date. Se gli alunni disegnano prima l’Italia divisa fra Longobardi e Bizantini, tutto il resto — i ducati, l’esarcato, il ruolo del papa a Roma — si appoggia su qualcosa che hanno già davanti agli occhi. Fatto dopo, l’elenco dei territori non resta in mente.
Usare Lombardia e Romagna come prova. Quando gli alunni scoprono che due regioni italiane portano ancora i nomi di quella divisione, la lezione smette di sembrare una storia di popoli lontani.
Non separare i monaci dai Longobardi. Montecassino è del 529, l’arrivo dei Longobardi del 568: sono gli stessi decenni. Raccontarli come due capitoli distinti fa perdere il punto, che è la contemporaneità fra la distruzione e la conservazione.
Parole da sapere
- esarcato — il territorio italiano governato dai Bizantini, con capitale Ravenna
- ducato — territorio governato da un duca longobardo
- faida — la vendetta privata fra famiglie
- guidrigildo — la somma da pagare alla famiglia offesa al posto della vendetta
- Regola — l’insieme delle norme che governano la vita di un monastero
- scriptorium — la stanza del monastero in cui si ricopiavano i libri
Altre schede per la prima media
- La caduta dell’Impero romano La lezione precedente: cause, date e regni romano-barbarici, con verifica
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Domande frequenti
Quando arrivarono i Longobardi in Italia?
Nel 568, guidati dal re Alboino, attraverso il Friuli. Trovarono un paese svuotato dalla guerra greco-gotica e avanzarono quasi senza incontrare resistenza. Nel 572 scelsero Pavia come capitale.
I Longobardi conquistarono tutta l’Italia?
No, ed è l’errore più frequente nelle verifiche. Rimasero bizantini l’esarcato di Ravenna, il ducato di Roma, Venezia, la Puglia, la Calabria e le isole. L’Italia restò divisa in due per circa due secoli.
Che cos’è l’Editto di Rotari?
È la raccolta scritta delle leggi longobarde, voluta dal re Rotari nel 643 e redatta in latino. Introduce il guidrigildo, cioè il pagamento di una somma alla famiglia offesa al posto della vendetta privata: serviva a mettere fine alle faide.
Che cosa significa «ora et labora»?
«Prega e lavora». È il principio della Regola di Benedetto da Norcia: la giornata del monaco è divisa fra preghiera, lavoro manuale e studio. Per l’epoca è un’affermazione nuova, perché nel mondo romano il lavoro manuale era considerato adatto solo agli schiavi.
Perché i monasteri furono così importanti?
Per tre motivi insieme: nello scriptorium i monaci ricopiavano a mano i libri antichi, salvando gran parte della cultura greca e latina; bonificavano paludi e dissodavano boschi, rimettendo in produzione campagne abbandonate; accoglievano viandanti, malati e poveri in un’epoca senza ospedali né locande.
Il materiale è gratuito?
Sì. Il PDF si scarica senza registrarsi e senza iscriversi a nessuna newsletter, si stampa e si può riprodurre liberamente in classe.

Fabrizio Altieri fa l’insegnante e ha pubblicato oltre 30 libri per bambini e per ragazzi con Mondadori, Battello a Vapore, Feltrinelli, Rizzoli, Einaudi Ragazzi, Lapis, Pelledoca e altri editori. 
