La T in corsivo è una delle lettere che dà più problemi, e per due ragioni diverse: la maiuscola perché è alta e spesso non si lega a quella che segue, la minuscola perché ha un trattino che quasi tutti mettono nel momento sbagliato. Qui trovi come si traccia, gli errori tipici e una scheda gratuita da stampare con le righe del quaderno di prima.
La scheda, 4 pagine A4:
- il modello grande di T maiuscola e t minuscola
- righe di ricalco per la maiuscola e per la minuscola
- tre parole: tavolo, tetto, tartaruga
- due nomi propri per la maiuscola: Tommaso, Teresa
- una frase in cui la t compare in tre posizioni diverse
- righe libere per scrivere da soli
Come si scrive la T maiuscola in corsivo
- Si parte in alto, a sinistra. La T maiuscola è una delle poche lettere del corsivo che non comincia sulla riga di base: parte dalla riga delle ascendenti.
- Prima il tratto orizzontale, da sinistra verso destra, con la piccola asola iniziale.
- Poi si scende con l’asta, appoggiandola al centro del tratto orizzontale.
- Si chiude curvando verso destra appena sopra la riga di base, senza uscire dal corpo della lettera.
La T maiuscola spesso non si lega alla lettera successiva, e vale la pena dirlo esplicitamente ai bambini. In corsivo diverse maiuscole restano staccate: chi non lo sa cerca di attaccarla a forza e storce entrambe le lettere. Non è un errore, è la forma corretta.
Come si scrive la t minuscola
- Si parte sulla riga di base, come quasi tutte le minuscole del corsivo.
- Si sale con un tratto obliquo fino a poco sotto la riga delle ascendenti — non fino in cima: la t è più bassa della l.
- Si ridiscende sulla stessa linea fino alla riga di base.
- Si esce verso destra, per legarsi alla lettera che segue.
- Il trattino orizzontale si aggiunge alla fine, quando la parola è finita, insieme ai puntini delle i.
I tre errori tipici
La t che diventa una l. Succede quando si sale troppo. L’asta della t arriva a metà fra la riga del corpo e quella delle ascendenti: se tocca la riga alta, la lettera cambia identità. È l’errore più frequente, e si corregge guardando l’altezza, non la forma.
Il trattino messo subito. Se si traccia appena finita l’asta, la mano si stacca dal foglio e la parola si spezza in due pezzi. Il corsivo funziona perché la mano non si alza: il trattino della t e i puntini delle i si mettono alla fine, tutti insieme.
La maiuscola attaccata a forza. Vedi sopra: in corsivo alcune maiuscole restano staccate, e nessuno lo dice mai.
Quando si introduce
La t minuscola appartiene alla famiglia delle lettere con punto e trattino — i, t, e, u — che condividono lo stesso movimento di base e si insegnano insieme. Arriva quindi dopo le lettere tonde (o, a, c, d) e quelle a ponte (m, n, p, r), di solito nella seconda parte della prima elementare.
La maiuscola arriva più tardi, in seconda, quando le minuscole sono già automatiche. Introdurle insieme significa chiedere due gesti nuovi nello stesso momento, ed è il modo più rapido per confonderli entrambi.
Il percorso completo
Questa scheda fa parte di un percorso più ampio. Prima della scrittura vengono le schede di pregrafismo, per allenare la mano sui tracciati. Poi si passa all’alfabeto in corsivo maiuscolo e minuscolo, con tutte e ventuno le lettere e le famiglie di movimento.
Per il resto dell’italiano di prima ci sono gli esercizi di italiano per la classe prima e i dettati per la prima elementare.
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Fabrizio Altieri fa l’insegnante e ha pubblicato oltre 30 libri per bambini e per ragazzi con Mondadori, Battello a Vapore, Feltrinelli, Rizzoli, Einaudi Ragazzi, Lapis, Pelledoca e altri editori. 
