La D in corsivo è la lettera in cui si vede meglio la differenza fra stampatello e corsivo: non cambia solo la forma, cambia l’ordine dei tratti. Ed è il motivo per cui tanti bambini che scrivevano bene la d in stampatello all’improvviso non ci riescono più.
La scheda, 4 pagine A4:
- il modello grande di D maiuscola e d minuscola
- righe di ricalco per la maiuscola e per la minuscola
- tre parole: dado, dito, domenica
- due nomi propri per la maiuscola: Davide, Diana
- una frase con la maiuscola e la minuscola insieme
- righe libere per scrivere da soli
Come si scrive la D maiuscola in corsivo
- Si parte in alto, dalla riga delle ascendenti.
- Si scende con un’unica asta fino alla riga di base.
- Si chiude con una piccola asola in basso a sinistra, senza staccare la mano.
- Solo adesso si traccia la pancia, da sinistra verso destra, tornando a chiudere sull’asta.
È un movimento in due tempi, e conviene dirlo. Chi cerca di farlo in un solo gesto ottiene quasi sempre una lettera storta, perché la mano deve cambiare direzione mentre è ancora in movimento.
Come si scrive la d minuscola
La d minuscola appartiene alla famiglia delle lettere tonde, insieme a o, a, c, g e q: condividono tutte lo stesso movimento di partenza, e per questo si imparano meglio insieme che in ordine alfabetico.
- Si parte come una o, sulla riga di base, girando verso sinistra.
- Si chiude il tondo tornando al punto di partenza.
- Si sale dritti fino alla riga delle ascendenti.
- Si ridiscende sulla stessa linea e si esce verso destra, per legarsi alla lettera dopo.
Il tondo viene prima dell’asta, sempre. È la regola che distingue la d del corsivo da quella dello stampatello, dove si fa esattamente il contrario.
I tre errori tipici
L’asta tracciata prima del tondo. È l’errore più frequente e arriva dallo stampatello. Se si parte dall’asta, il tondo non si chiude bene e la lettera somiglia a una a con un bastone attaccato. Non serve correggere la forma: serve correggere l’ordine.
Il tondo girato dalla parte sbagliata. Si gira verso sinistra, come per la o. Girando a destra la mano deve tornare indietro e la legatura con la lettera successiva salta.
La d che diventa una a. Succede quando l’asta non arriva fino alla riga delle ascendenti. Si controlla l’altezza, non la forma.
Quando si introduce
La d minuscola arriva presto, perché fa parte delle lettere tonde: si insegna subito dopo la o e la a, nella prima parte della classe prima. La maiuscola arriva più tardi, in seconda, quando le minuscole sono già automatiche.
Il percorso completo
Prima della scrittura vengono le schede di pregrafismo. Poi si passa all’alfabeto in corsivo maiuscolo e minuscolo, dove le lettere sono raggruppate proprio per famiglie di movimento. Ci sono anche le schede dedicate alla lettera T e alla lettera I.
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Fabrizio Altieri fa l’insegnante e ha pubblicato oltre 30 libri per bambini e per ragazzi con Mondadori, Battello a Vapore, Feltrinelli, Rizzoli, Einaudi Ragazzi, Lapis, Pelledoca e altri editori. 
