Il dono di Natale, racconto di Grazia Deledda
«Il dono di Natale» è uno dei racconti natalizi più belli della letteratura italiana, e uno dei pochi che funzionano davvero in classe: è breve, ha una storia che tiene, e si chiude con una rivelazione che i bambini non vedono arrivare. In questa pagina trovi il testo integrale con glossario, una verifica di comprensione da 30 punti con le soluzioni, e il racconto anche in formato Word modificabile.
La storia, senza rovinare il finale
Siamo in un paese della Sardegna coperto di neve, all’inizio del Novecento. I cinque fratelli Lobina, tutti pastori, tornano dagli ovili per passare in famiglia la notte di Natale: quell’anno è una festa doppia, perché si fidanza la loro unica sorella con un giovane ricco.
Il più piccolo, Felle, undici anni, arriva per primo portando nella bisaccia un maialetto per la cena. Nel cortile che la sua famiglia divide con i vicini — pastori ancora più poveri di loro — incontra Lia, che gli annuncia con aria misteriosa che anche loro faranno festa. Felle non capisce: quelli non hanno che un po’ di uva passa.
Da qui il racconto procede su due binari, la casa ricca di cibo e quella silenziosa di fronte, fino all’ultima riga. Se lo usi in classe, non anticipare il finale: tre delle nove domande della verifica vivono di quella sorpresa.
Chi era Grazia Deledda
Nata a Nuoro nel 1871, Grazia Deledda è la prima e finora unica scrittrice italiana ad aver ricevuto il premio Nobel per la letteratura, nel 1926. Raccontò quasi sempre la Sardegna dei pastori, dei riti antichi e delle famiglie chiuse nel silenzio, con una lingua semplice e immagini nette. Morì nel 1936: la sua opera è di pubblico dominio e si può riprodurre liberamente per uso didattico.
«Il dono di Natale» è un buon punto di partenza per farla conoscere ai ragazzi, perché contiene quasi tutto quello che le stava a cuore: la religiosità popolare, i costumi sardi, la differenza fra chi ha e chi non ha, e uno sguardo di bambino che vede più di quanto capisca.
Il fascicolo PDF: cosa contiene
Dodici pagine, gratuite e senza registrazione:
- Una nota per l’insegnante con le avvertenze prima della lettura
- Un glossario di 13 voci (bisaccia, mastrucca, uose, corbezzolo, stuoia…), da leggere prima del racconto e non dopo
- Il testo integrale del racconto, impaginato per la lettura in classe
- Una verifica da 30 punti: 9 domande aperte con punteggio differenziato, 6 vero/falso, 4 quesiti sul significato delle parole
- Tutte le soluzioni, con la spiegazione di ogni vero/falso e i criteri per correggere la domanda aperta finale
- Una griglia di valutazione su quattro livelli
Se preferisci intervenire sul testo — accorciarlo, ingrandire il carattere, adattarlo per un alunno con DSA — qui trovi il solo racconto in formato Word modificabile: scarica il racconto in .doc.
Come lavorarci in classe
Il glossario va affrontato prima, non dopo. Con le parole già chiarite il racconto è alla portata di una quinta; senza, i ragazzi si fermano alla terza riga e la lettura diventa un inseguimento di termini sconosciuti.
La lettura conviene farla in due tempi: prima ad alta voce da parte tua, poi silenziosa e individuale con le domande già note. Il racconto ha un ritmo che in lettura ad alta voce si sente, e la scena della messa di mezzanotte, con la chiesa addobbata di corbezzolo e mirto, regge bene il confronto con qualunque descrizione natalizia i ragazzi abbiano già letto.
Alla correzione, la domanda che conta è l’ultima: quale sia la vera ricchezza secondo Deledda. Non ha una risposta sola, e vale sei punti su trenta. Accetta ogni risposta motivata dal testo e rifiuta ogni risposta non motivata, anche se coincide con la tua.
Le parole difficili del racconto
Queste sono alcune delle voci del glossario incluso nel fascicolo, utili anche se decidi di leggere il racconto senza svolgere la verifica:
- bisaccia: sacca di stoffa con due tasche, portata sulle spalle
- mastrucca: sopraveste di pelle d’agnello con la lana, tipica dei pastori sardi
- uose: gambali che coprono la gamba dal ginocchio alla caviglia
- corbezzolo: arbusto mediterraneo dai frutti rossi e tondi, usato per addobbare l’altare
- poeta estemporaneo: chi compone versi lì per lì, senza prepararli prima
Domande frequenti
D: Il racconto si può usare liberamente a scuola?
R: Sì. Grazia Deledda è morta nel 1936 e l’opera è di pubblico dominio: il testo si può stampare, fotocopiare e distribuire in classe senza restrizioni.
D: Per quale classe è adatto?
R: Quinta primaria e prima media. Il lessico è ricco e in parte lontano dall’uso di oggi, per questo il fascicolo comincia con un glossario da leggere prima del racconto. In quarta è utilizzabile leggendolo ad alta voce insieme.
D: La verifica ha le soluzioni?
R: Sì, con i criteri di correzione e una griglia di valutazione su 30 punti. Le risposte del vero/falso sono spiegate una per una, non solo indicate.
Continua il percorso
→ Tutte le schede sul Natale per la scuola primaria
→ Poesie di Natale per bambini
→ Comprensione del testo quinta elementare, con soluzioni
→ Tutti gli esercizi di comprensione in PDF con soluzioni
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Fabrizio Altieri fa l’insegnante e ha pubblicato oltre 30 libri per bambini e per ragazzi con Mondadori, Battello a Vapore, Feltrinelli, Rizzoli, Einaudi Ragazzi, Lapis, Pelledoca e altri editori. 
