Capire il mio editore

L’editore

Tutte le persone hanno frasi che ricorrono.

Anch’io le ho e le ha anche il mio editore solo che all’inizio non ci facevo caso. Poi ho cominciato a scrivermele sulla Moleskina nera che uso per segnarmi le idee, che altrimenti volano via. Rileggendole alla luce dell’esperienza di questi anni assumono significati che vanno al di là delle parole stesse. Ne ho scelte quattro per voi:

1. Non ci sono i numeri.

Significa che l’idea può essere bella quanto ti pare ma io non posso pubblicartela perché non ne venderemmo abbastanza.

2. Se vuoi un consiglio… ma fai te.

Chiedere il significato direttamente a Don Vito Corleone

3. Non è un’idea mia…

… tuttavia stranamente pare un’idea buona.

Ma la migliore è quella che mi ha detto ieri al telefono:

4. “Questo non è un do ut des. È solo un des“.

5 commenti su “Capire il mio editore”

  1. Bellissima l’ultima frase del tuo editore,Fabrizio ma ci deve essere un virus che si sta diffondendo rapidamente perchè di recente me l’hanno detta in diverse persone anche la mia preside! Elisabetta

  2. Ciao Fabrizio,

    anche io uso la moleskina per i pensieri fugaci (anche se i miei non sono poetici pensieri da scrittore, ma annotazioni di nomi e contatti utili per il lavoro…).

    Anche io uso spesso frasi ricorrenti, me lo fa notare mia moglie, perché da solo non credo che riuscirei ad accorgermene, tanto ti escono in maniera spontanea.

    Alle superiori avevo fatto un libretto di 5 o 6 pagine sulle frasi ricorrenti e/o bizzarre del mio prof. di lettere (una tra tutte: “Prof. posso andare in bagno?” – “Non andare in bagno, resta lì come un diamante nella sua miniera di ferro…”) e dopo il diploma gliel’ho consegnato, credo gli abbia fatto piacere!

    Buona settimana,
    ciao,
    S.

  3. Appena vado a trovare i miei cerco il libricino e ne posto qualche altra, ti lascio con il più bel titolo di tema del mio vecchio prof.: “Qualcosa di nuovo. Niente di nuovo. Cosa sta succedendo?”.
    E non credere che sia tato estrapolato da un contesto in cui si capiva benissimo cosa intendesse chiederci di scrivere: lui i titoli te li dettava a bruciapelo quando suonava la campanella, li dava come compiti a casa… Tornerò con qualche altro esempio della sua … originalità!

    Grande Fabrizio,
    alla prossima!

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