Se vuoi scrivere devi essere Kayser Söze

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Nei corsi di scrittura creativa (che peraltro non ho mai frequentato, ma questo non è certo un giudizio) alla prima lezione dovrebbe essere obbligatorio proiettare ai corsisti il film “I soliti sospetti“.

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Nella scena finale Kevin Spacey si rivela per quel che è, ovvero Kayser Söze, ma per il poliziotto è troppo tardi, ormai se l’è fatto scappare.

Il poliziotto se ne accorge perché guardando nel suo ufficio ritrova tutti i nomi, i fatti e le circostanze che per tutto il film Kevin Spacey gli ha raccontato. Spacey aveva inventato tutta la storia complicata partendo da quello che aveva intorno in quel piccolo ufficio del poliziotto.

E tutto era credibile, tanto che il poliziotto aveva creduto a quel mondo inventato e l’aveva liberato convinto che fosse solo una comparsa in quella storia di delitti e che i protagonisti fossero altri. Invece il protagonista era proprio lui.

Chi scrive deve fare esattamente come Kayser Söze: prendere spunto dalla realtà che ha intorno, dai propri ricordi e creare una storia credibile.

Caro lettore, il poliziotto sei tu e se riusciamo a farti credere alla storia abbiamo fatto un buon lavoro. Ah, ovviamente il protagonista, anche se non lo crederesti mai, è sempre lo scrittore.

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