Prima di tutto…

… è nata l’amicizia con Emanuele e Clara, poi è venuto tutto il resto.

Sto parlando di Melerè, la musica bambina, la favola per bambini che ho scritto e appena pubblicato per la Società Editrice Fiorentina in collaborazione con CreativaMente.

In realtà la favola (e il libro illustrato che la contiene) è solo una parte di tutto il lavoro. Nel progetto sono state coinvolte tante persone e alla fine è uscita una scatola-gioco contenente un libro illustrato, un cd con l’autore (io) che legge la favola accompagnato dalla musica di Marco Simoni e un gioco da tavolo ispirato alla favola. Io, Marco Simoni, la bravissima illustratrice Alessandra Vitelli, Emanuele Pessi (autore del gioco), Clara Fadda e la grafica Roberta Biasci, i miei editori Massimo Ciani e Frank, tutti insieme abbiamo collaborato per realizzare Melerè. E alla fine è venuto un bel lavoro. Davvero.

Ma prima è nata l’amicizia tra noi, come di amicizia parla la favola di Melerè, la musica bambina.

Capire il mio editore

L’editore

Tutte le persone hanno frasi che ricorrono.

Anch’io le ho e le ha anche il mio editore solo che all’inizio non ci facevo caso. Poi ho cominciato a scrivermele sulla Moleskina nera che uso per segnarmi le idee, che altrimenti volano via. Rileggendole alla luce dell’esperienza di questi anni assumono significati che vanno al di là delle parole stesse. Ne ho scelte quattro per voi:

1. Non ci sono i numeri.

Significa che l’idea può essere bella quanto ti pare ma io non posso pubblicartela perché non ne venderemmo abbastanza.

2. Se vuoi un consiglio… ma fai te.

Chiedere il significato direttamente a Don Vito Corleone

3. Non è un’idea mia…

… tuttavia stranamente pare un’idea buona.

Ma la migliore è quella che mi ha detto ieri al telefono:

4. “Questo non è un do ut des. È solo un des“.

Un uomo distrutto

Oggi ho telefonato al mio editore. Chi ha letto “Rossana, il sogno e il ragno Calatrava” sa di chi parlo. Gli ho chiesto una cosa. Gli ho chiesto di fare uno sconto a tutti quelli che lasciano la loro mail nel box qui a destra per ricevere gli aggiornamenti sui miei post quando li pubblico. Così, per ringraziarli del loro incoraggiamento nei confronti dell’autore.

Inizialmente ha simulato un infarto.

Poi ha detto che per un allineamento di tutti i pianeti proprio sopra lo zenith della casa editrice, uno sconto avrebbe avuto conseguenze terribili su tutto il nostro quadrante di galassia.

Infine ha cercato di convincermi che, secondo la teoria del caos, anche un piccolo sconto sui libri in catalogo avrebbe determinato il crollo di tutta l’economia mondiale e una serie di devastanti uragani su tutto il nordamerica.

Alla fine si è arreso e, dopo aver dimezzato lo stipendio di Dario, l’addetto stampa, ha deciso che per tutto il mese di maggio per gli abbonati al mio blog ci sarà uno SCONTO DEL 20% E SPESE DI SPEDIZIONE GRATIS  SU TUTTI I LIBRI IN CATALOGO, anche quelli non miei. In quest’ultimo caso però una maledizione colpirà il compratore al quale verrà un’irresistibile voglia di leggere l’opera omnia di Moccia.

Basta iscriversi usando il box in alto a destra (quello col tasto ‘Ganzo!’).

Una volta iscritti potrete ordinare i libri all’indirizzo mail:  info@sefeditrice.it mettendo nell’oggetto della mail ‘Un uomo distrutto‘ e vi verranno inviati tramite contrassegno senza spese di spedizione e col 20% di sconto.

Grazie per la  vostra amicizia.

Ancora un trionfo…

… per lo scrittore Fabrizio Altieri in occasione della Fiera del libro in Modena.

Durante l’incontro di presentazione del suo ultimo romanzo, un pubblico interessato e attento ha interagito col famoso scrittore, subissandolo di domande e richieste di autografi.

Alcune mamme gli hanno chiesto di dare un bacio ai loro bambini. Lo scrittore ha optato per baciare le mamme e ne è nato un tafferuglio presto sedato dalle vigili forze dell’ordine.

Intervistato dalla TV di Stato lo scrittore ha accennato alla possibilità di vincere il Premio Strega, ormai dato per certo, schermendosi con la sua consueta cortesia e modestia: “Me lo merito, Maremma maiala!”.

L’evento si è concluso con l’intervento di un reparto medico d’emergenza per rianimare qualche presente che non capisce nulla di letteratura.

Finale con Smarties e Grisbì

Ultima puntata

Per tre giorni la fiera va avanti così finché, la domenica sera, viene il momento di smontare. Allora lo scrittore si allontana con una scusa chiaramente inventata, tipo “È passato prima Vincenzo Mollica che mi voleva intervistare per il Tiggìuno, lo vado a cercare…” per evitare di caricare le scatole di libri sulla Multipla. Quando torna la Multipla è pronta per partire.

Il viaggio di ritorno si svolge come quello di andata, solo che ora è buio. Massimo vuole fermarsi a mangiare allo Spizzico mentre Fabrizio da Chef Express. Non essendo d’accordo oltrepassano uno Spizzico e uno Chef Express dopo l’altro finché, alle due di notte, si fermano all’ultimo autogrill della A1, appena devastato dagli Ultrà di una squadra di serie B, e comprano Smarties e Grisbì al cacao che divorano in meno di trenta secondi.

E Frank? All’inizio di queste quattro puntate avevo citato anche lui. Ebbene, Frank fa le stesse cose di Massimo solo che, invece della Multipla, ha il Kangoo della suocera.

Con questo racconto semiserio e quasivero a puntate ho voluto spiegarvi, amici, che queste persone si impegnano davvero e hanno una passione enorme per il lavoro che fanno e perciò si meritano la cosa che canta l’immensa Aretha nel video con cui vi saluto.

La Fiera nel castello

Terza puntata.

Il luogo dove si svolge la Fiera del libro di solito è molto antico. È un castello o una villa del ‘700. Massimo parcheggia la Multipla nel piazzale davanti all’ingresso dell’antica magione e inizia a scaricare le scatole di libri, la struttura clandestina e tutto il resto. Lo scrittore no, lui esce da solo. I due trovano il luogo dove è stato montato il banco per i libri assegnato dall’organizzazione. Il luogo varia a seconda del grado di anzianità della partecipazione a quella fiera. Mi spiego: se è molto tempo che la Casa Editrice partecipa alla manifestazione il banco sarà posto in un punto strategico da cui passano tutti i visitatori. Inoltre essi non saranno appena entrati né staranno per uscire. I visitatori appena entrati vogliono vedere tutto il resto prima di comprare da te: e non comprano. Quelli che stanno uscendo sono ormai ridotti a zombie senz’anima che anelano soltanto a tornare alla macchina: e non comprano. Se invece è la prima volta che la casa editrice partecipa alla fiera, ti capita una fantastica location a un metro dalle porte d’entrata, porte spalancate che lasciano che la tramontana spazzi il tuo banchetto e il tuo viso. Senza contare che sei proprio in mezzo alla mostra di corazze medievali. È qui che Massimo e lo scrittore sono stati piazzati dai biechi organizzatori. Massimo osserva la disposizione del banco e comincia a sistemare i libri secondo un metodo preciso. Poi studia le luci ed estrae dalla borsa una lampada alogena che piazza a illuminare la struttura clandestina carica di libri. Intanto ha collocato in un angolo lo scrittore pelato con una cinquantina di copie delle sue opere e lui le propone ai primi visitatori che lo osservano curiosi, inciampando tra le armature luccicanti. Lo scrittore è bravo a vendere e, a fine giornata, ha venduto molti libri.

Si racconta che fu visto vendere una copia del suo romanzo perfino a un’armatura vuota, come Il Cavaliere Inesistente di Calvino… (continua)

Chi sono Massimo e Frank?

Prima puntata

Tolgo subito ogni suspence: Massimo e Frank sono i miei editori. Allora ti immagini due persone che escono dalla loro Porsche, entrano in Casa Editrice, vanno alle loro scrivanie e cominciano a dare ordini per telefono fumando il sigaro tra nugoli di assistenti.
Nonono cari dieci lettori, non funziona così nella piccola editoria. Io l’ho visto. Prendiamo ad esempio le fiere del libro. Massimo parte per la fiera con la sua Multipla a metano carica di:
• scatole di libri
• struttura clandestina per aumentare lo spazio espositivo
• scrittore pelato che regge con la mano la struttura e le scatole in caso di frenata.
Massimo, alle sei del mattino, ha sistemato nella Multipla i libri e lo scrittore ed è partito verso il luogo della fiera. Egli sa già che sopporterà per tutto il viaggio le lamentele dello scrittore su come guida troppo veloce, come  ha dormito poco perché s’è dovuto alzare presto e su perché il Corriere della Sera non ha pubblicato mezza pagina di recensione del suo ultimo splendido romanzo. Senza contare i suoi problemi personali.
A questo punto il cervello di Massimo si divide a metà: l’emisfero sinistro risponde allo scrittore, mentre quello destro pensa a come organizzare al meglio il banco libri e se ci si farà a raggiungere almeno il pareggio costi-ricavi. In realtà non è vero che il cervello si divide proprio a metà. Diciamo che il 2% risponde allo scrittore e il 98% pensa a come andrà la fiera. Data l’esigua percentuale riservata allo scrittore le risposte sono basiche, non molto articolate, del tipo:
“Eh già”, “Hai ragione”, “E’ la vita” e così via.
Ad un certo punto però, spariscono anche le esigue risposte, perché tutte le sinapsi di Massimo si concentrano su un obiettivo prioritario imprescindibile.
E’ così che comincia l’incredibile avventura alla ricerca del distributore di metano…

 

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