Dieci piccole scuse

Nel post “Libertà è partecipazione” ci siamo scatenati alla ricerca di scuse che la gente dice pur di non comprare un libro.

Le dieci che vi elenco sotto sono le migliori, alcune vere e alcune false. Votate quale è per voi la più bella e la eleggeremo “Miss scusa del secolo”. Poi vi dirò se è stata detta veramente o uno di noi se l’è inventata.

Per votare basta mettere il numero della scusa, ma se volete potete lasciare anche un commento.

Votate, forza!

1. “Non mi interessano i libri”

2. “Passo dopo perché siccome ho il diabete devo andare al bar altrimenti svengo”

3. “Io non leggo libri, solo romanzi”

4. “Lo vorrei comprare ma l’unico giorno libero sono impegnato in una regata in solitario da Viareggio a Chioggia”

5. “Bello il tu’ libro… Mandamene una copia che ci fo la recensione…”

6. “Glielo comprerei, ma ho appena pagato il riscatto per il rapimento di mio figlio”

7. “Mi spiace, non so leggere”

8. “Mi piacevano i libri ma continuavo a tagliarmi con i fogli delle pagine e così ho deciso di non leggere più. I suoi libri hanno i fogli con i bordi smussati? no? beh, allora non se ne fa nulla”

9. “Grazie, sto cercando di smettere”

10. “Si sposa mia figlia.” “Ma lei non è prete?!”

Ancora un trionfo…

… per lo scrittore Fabrizio Altieri in occasione della Fiera del libro in Modena.

Durante l’incontro di presentazione del suo ultimo romanzo, un pubblico interessato e attento ha interagito col famoso scrittore, subissandolo di domande e richieste di autografi.

Alcune mamme gli hanno chiesto di dare un bacio ai loro bambini. Lo scrittore ha optato per baciare le mamme e ne è nato un tafferuglio presto sedato dalle vigili forze dell’ordine.

Intervistato dalla TV di Stato lo scrittore ha accennato alla possibilità di vincere il Premio Strega, ormai dato per certo, schermendosi con la sua consueta cortesia e modestia: “Me lo merito, Maremma maiala!”.

L’evento si è concluso con l’intervento di un reparto medico d’emergenza per rianimare qualche presente che non capisce nulla di letteratura.

Finale con Smarties e Grisbì

Ultima puntata

Per tre giorni la fiera va avanti così finché, la domenica sera, viene il momento di smontare. Allora lo scrittore si allontana con una scusa chiaramente inventata, tipo “È passato prima Vincenzo Mollica che mi voleva intervistare per il Tiggìuno, lo vado a cercare…” per evitare di caricare le scatole di libri sulla Multipla. Quando torna la Multipla è pronta per partire.

Il viaggio di ritorno si svolge come quello di andata, solo che ora è buio. Massimo vuole fermarsi a mangiare allo Spizzico mentre Fabrizio da Chef Express. Non essendo d’accordo oltrepassano uno Spizzico e uno Chef Express dopo l’altro finché, alle due di notte, si fermano all’ultimo autogrill della A1, appena devastato dagli Ultrà di una squadra di serie B, e comprano Smarties e Grisbì al cacao che divorano in meno di trenta secondi.

E Frank? All’inizio di queste quattro puntate avevo citato anche lui. Ebbene, Frank fa le stesse cose di Massimo solo che, invece della Multipla, ha il Kangoo della suocera.

Con questo racconto semiserio e quasivero a puntate ho voluto spiegarvi, amici, che queste persone si impegnano davvero e hanno una passione enorme per il lavoro che fanno e perciò si meritano la cosa che canta l’immensa Aretha nel video con cui vi saluto.

La Fiera nel castello

Terza puntata.

Il luogo dove si svolge la Fiera del libro di solito è molto antico. È un castello o una villa del ‘700. Massimo parcheggia la Multipla nel piazzale davanti all’ingresso dell’antica magione e inizia a scaricare le scatole di libri, la struttura clandestina e tutto il resto. Lo scrittore no, lui esce da solo. I due trovano il luogo dove è stato montato il banco per i libri assegnato dall’organizzazione. Il luogo varia a seconda del grado di anzianità della partecipazione a quella fiera. Mi spiego: se è molto tempo che la Casa Editrice partecipa alla manifestazione il banco sarà posto in un punto strategico da cui passano tutti i visitatori. Inoltre essi non saranno appena entrati né staranno per uscire. I visitatori appena entrati vogliono vedere tutto il resto prima di comprare da te: e non comprano. Quelli che stanno uscendo sono ormai ridotti a zombie senz’anima che anelano soltanto a tornare alla macchina: e non comprano. Se invece è la prima volta che la casa editrice partecipa alla fiera, ti capita una fantastica location a un metro dalle porte d’entrata, porte spalancate che lasciano che la tramontana spazzi il tuo banchetto e il tuo viso. Senza contare che sei proprio in mezzo alla mostra di corazze medievali. È qui che Massimo e lo scrittore sono stati piazzati dai biechi organizzatori. Massimo osserva la disposizione del banco e comincia a sistemare i libri secondo un metodo preciso. Poi studia le luci ed estrae dalla borsa una lampada alogena che piazza a illuminare la struttura clandestina carica di libri. Intanto ha collocato in un angolo lo scrittore pelato con una cinquantina di copie delle sue opere e lui le propone ai primi visitatori che lo osservano curiosi, inciampando tra le armature luccicanti. Lo scrittore è bravo a vendere e, a fine giornata, ha venduto molti libri.

Si racconta che fu visto vendere una copia del suo romanzo perfino a un’armatura vuota, come Il Cavaliere Inesistente di Calvino… (continua)

Il metano lontano

Seconda puntata

Il metano in natura si trova sotto la crosta terrestre un po’ ovunque. Sopra la crosta terrestre anche, fuorché vicino alle autostrade. Quando la lancetta del gas nel serbatoio passa di mezzo millimetro dalla parte sinistra dell’indicatore scatta un allarme e Massimo si scatena alla ricerca della mitica M che segnala il distributore di metano. Massimo, la notte prima di partire, ha cercato su internet la mappa di tutti i distributori di metano in Europa occidentale, Irlanda e Inghilterra comprese e l’ha stampata su un foglio in formato A0, quello usato dai geometri per i progetti. Dovendo guidare, Massimo chiede allo scrittore pelato di tracciare la rotta per il distributore più vicino. Lo scrittore è soggetto al mal di macchina fin da quando era bambino e, siccome è ancora bambino, risponde che non vuole sentirsi male e perché Massimo non si compra un tomtom e poi c’è sempre mezzo serbatoio… Massimo allora, sempre guidando, tenta di leggere la mappa; al che lo scrittore si chiude in un silenzio di puro terrore. Vanno avanti così per molti chilometri finché giungono all’agognato distributore. La stazione di rifornimento, non si sa perché, è sempre accanto a un campo nomadi. Dopo aver riempito di gas il serbatoio oltre il limite di sicurezza, Massimo chiede all’uomo del gas se può riempire anche una bottiglia per le emergenze e l’uomo del gas lo guarda, incerto su quale forza di polizia chiamare. Pagato l’uomo, la Multipla torna in autostrada seguendo una via completamente diversa da quella dell’andata e rientra circa trenta chilometri più indietro di dove ne era uscita. Il viaggio riprende alla volta della fiera del libro…

Chi sono Massimo e Frank?

Prima puntata

Tolgo subito ogni suspence: Massimo e Frank sono i miei editori. Allora ti immagini due persone che escono dalla loro Porsche, entrano in Casa Editrice, vanno alle loro scrivanie e cominciano a dare ordini per telefono fumando il sigaro tra nugoli di assistenti.
Nonono cari dieci lettori, non funziona così nella piccola editoria. Io l’ho visto. Prendiamo ad esempio le fiere del libro. Massimo parte per la fiera con la sua Multipla a metano carica di:
• scatole di libri
• struttura clandestina per aumentare lo spazio espositivo
• scrittore pelato che regge con la mano la struttura e le scatole in caso di frenata.
Massimo, alle sei del mattino, ha sistemato nella Multipla i libri e lo scrittore ed è partito verso il luogo della fiera. Egli sa già che sopporterà per tutto il viaggio le lamentele dello scrittore su come guida troppo veloce, come  ha dormito poco perché s’è dovuto alzare presto e su perché il Corriere della Sera non ha pubblicato mezza pagina di recensione del suo ultimo splendido romanzo. Senza contare i suoi problemi personali.
A questo punto il cervello di Massimo si divide a metà: l’emisfero sinistro risponde allo scrittore, mentre quello destro pensa a come organizzare al meglio il banco libri e se ci si farà a raggiungere almeno il pareggio costi-ricavi. In realtà non è vero che il cervello si divide proprio a metà. Diciamo che il 2% risponde allo scrittore e il 98% pensa a come andrà la fiera. Data l’esigua percentuale riservata allo scrittore le risposte sono basiche, non molto articolate, del tipo:
“Eh già”, “Hai ragione”, “E’ la vita” e così via.
Ad un certo punto però, spariscono anche le esigue risposte, perché tutte le sinapsi di Massimo si concentrano su un obiettivo prioritario imprescindibile.
E’ così che comincia l’incredibile avventura alla ricerca del distributore di metano…

 

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