Internet e l’Oracolo (Parte prima)

Dovete sapere che molti blogger hanno dei software che mostrano le statistiche del proprio Blog (numero di visite, pagine visitate ecc) e anch’io ne ho uno molto buono che si chiama Woopra.

Ora, questi software mostrano anche le parole chiave con cui un visitatore ha trovato su un motore di ricerca il Blog. Quindi io posso vedere quali sono le parole chiave che una persona usa per trovare il mio fantastico Blogghettino. Naturalmente non so né potrò mai sapere chi sia quel visitatore, conosco solo le parole che ha scritto sul motore di ricerca.

Con questo post inauguro una serie di articoli che porterà molte sorprese, belle, meno belle, comiche e che spesso fanno riflettere.

Ad esempio uno ha scritto:

  • Cercare un senso in tutto

E mi ha trovato. Ne sono felice, è quello che cerco di fare e che tutti cercano, anche senza saperlo.

Molto spesso c’è l’amore di mezzo, ad esempio qualcuno ha scritto:

  • Perché non mi ha voluto vedere? (forse non sei il suo tipo…)

Oppure, più di una persona ha chiesto:

  • Cosa devo fare per farmi amare? (a me lo chiedi?)

Questa ingenuità mi ha commosso, come se un sito, un Blog, un motore di ricerca potessero rispondere a una domanda così umana e profonda. E mi sono reso conto all’improvviso che spesso Internet è visto come un oracolo che può rispondere a qualsiasi domanda, forse perché non si sa più a chi chiedere.

A chi la chiedi una domanda come quella di chi ha scritto: “No non può finire così la vita”?

Chiudo questa prima puntata dicendovi, giuro che è vero, che uno ha scritto su Google: “Moda capelli uomo 2009″

e ha trovato me…


14 commenti su “Internet e l’Oracolo (Parte prima)”

  1. Ciao Fabrizio,

    non ho più commentato nulla sul tuo blog, sono molto impegnato tra il lavoro e la famiglia, ma davanti a questo non ho saputo resistere e mi sono ritagliato due minuti!

    Davvero non credevo ci fossero utenti che pongono tali domande alla Rete. E non lo credevo per almeno un paio di motivi:
    1. Perché una persona dovrebbe fare domande così profonde ad uno strumento freddo come internet? (evidentemente non viene percepito da tutti allo stesso mio modo…)

    2. Credevo che fosse chiaro per tutti, tecnici e non, che google o gli altri motori di ricerca non sono motori semantici. La semantica (forse) sarà il futuro, e allora sì che potremo cercare simili risposte con qualche speranza di vedere qualcosa di sensato…

    Vabbè, comunque ti ringrazio perché mi hai messo a parte di una parte della realtà che ci circonda che ingoravo completamente, e siccome lavoro nell’informatica, ogni giorno disquisisco delle nuove tecnologie con colleghi, partner, clienti e quant’altro, credevo di saperla lunga!!! E invece, come dice sempre mio padre, c’è sempre da imparare…

    1. Bentornato Lo Snaso. In effetti il bisogno di qualcuno di autorevole che ci dia delle risposte è talmente forte per gli uomini che lo cerchiamo dappertutto, perfino chiedendo a un ammasso di plastica e silicio che non potrà mai risponderci in maniera corrispondente al nostro cuore

  2. Grande Fabrizio! Quello che scrivi fa sempre riflettere e sorridere. Dici bene, non si sa più a chi chiedere certe cose. E aggiungerei che è più comodo cercare risposte restando dietro l’anonimato garantito da internet. Chiedere e chiedersi il senso delle cose sembra essere diventato impopolare, da scemi o al limite un inutile esercizio intellettuale.

    Io, comunque, ti ho trovato cercando la topa… ;D

    1. @Patrizio, cercavi la topa e hai trovato me… dovresti riflettere meglio sulla tua vita e soprattutto sul tuo futuro

  3. io invece ti ho trovato grazie al titolo del libro, ieri a pisa alla fine, nel caos, ho perso il vostro stand (e anche 20,00€ che speravo di impiegare meglio, niente ironia li ho persi davvero… )
    insomma mi ricordavo solo il ragno calatrava ed è bastato. ora andrò in cerca del libro.
    ciao
    lid
    🙂

  4. Comunque, caro Fab,
    quanto è diffusa la solitudine e la necessità di essere ascoltati!!
    Tanta la tristezza, disarmante nella ricerca di risposte da lontano quando vicino a noi,immersi nella confusa folla ci sentiamo persi…
    Che dire, caro Fab, se puoi regala un sorriso e qualche motivo di speranza. A te che ti costa? E a loro, che ti cercano e ti pescano, li fai SOLO sentire meno soli… finché pescano te!!!
    Mi preoccupa l’idea se vanno nella rete di qualche ‘approfittatore’.

    1. @Elena è proprio così. Le persone che domandano a Google cose impossibili poi sono le più vulnerabili agli attacchi dei disonesti che possono approfittare della loro ingenuità. Per fortuna che con me non corrono il rischio 😉

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